BREAKING NEWS, CRIMINI IMMIGRATI, TORINO
STUPRATA DA AFRICANO, SI CERCA NELLE BARACCOPOLI DEL PD: DECINE DI SEGNALAZIONI
NOVEMBRE 11, 2022
Ancora su questo caso:
Decine di comunicazioni al Telefono Rosa Piemonte di Torino dopo lo stupro afro nella residenza Paolo Borsellino. Sono moltissime le mail, telefonate e segnalazioni via social che hanno raggiunto l’associazione. “Studentesse preoccupate, – spiegano – madri e padri ancora di più. Quanto accaduto ha concretizzato timori diffusi nei confronti della permanenza fuori sede di tante giovani ragazze: e certamente non solo a Torino”.
Negli scorsi giorni l’Edisu ha annunciato di aver potenziato i servizi di sorveglianza. Una decisione accolta con favore da Telefono Rosa. “Il tema della sicurezza di donne e ragazze – spiegano – non può e non deve però essere solo conseguente a una aggressione. Possiamo facilmente ipotizzare che per un fatto emerso ve ne siano tanti altri che, per diversi motivi, non siano invece noti”.
L’africano si sarebbe rifugiato in una delle tante baraccopoli gestite dalla sinistra a Torino. E’ lì che fanno a finire i carichi residuali delle ong.
Nel gigante abbandonato scattano i blitz dopo la nostra denuncia, mentre la caccia allo stupratore del campus procede senza sosta. E ora è di nuovo l’ex Westinghouse di zona Cit Turin, fabbrica dismessa e dimenticata dove i lavori non ne vogliono sapere di partire, a tornare improvvisamente alla ribalta dopo che, al suo interno, è sorta una vera e propria baraccopoli, come raccontato ieri nel nostro reportage. Dieci tende sistemate dai nomadi, i quali hanno trovato un riparo di fortuna nello stabilimento che deve prima o poi diventare un centro congressi.
Ieri mattina, alla Westinghouse c’è stato un sopralluogo dei carabinieri, mentre nei giorni scorsi i controlli li hanno effettuati gli uomini della squadra mobile della polizia. E della tendopoli abusiva si è parlato nel comitato sulla sicurezza che si è svolto in Prefettura. Ma le tende, di fatto, sono proprio a fianco della Residenza Borsellino, il campus dove due settimane fa è avvenuto lo stupro ai danni della 23enne studentessa. Lo stupratore è ancora a piede libero e la caccia delle forze dell’ordine va avanti. Inevitabile allora cercare indizi e tracce di quanto accaduto anche nel dormitorio che si è formato nella fabbrica abbandonata di Cit Turin, perché non è da escludere che l’orco del campus di via Borsellino – che dalle immagini della videosorveglianza non sarebbe un nomade ma un uomo di colore – possa avere trovato riparo proprio lì, prima di compiere la sua violenza quella terribile notte alla residenza universitaria.
Dell’uomo non ancora fermato la ragazza ha dato alle forze dell’ordine tutte le informazioni in suo possesso: orario d’ingresso in stanza, poco dopo mezzanotte; una identikit, quella di un giovane incappucciato; e il suo dna, perché la 23enne, non lavandosi dopo lo stupro, ha dato agli inquirenti una prova fisica dell’orco.
Intanto, oltre a polizia e carabinieri, all’ex Westinghouse ieri è intervenuta anche la vigilanza, chiamata dalla proprietà dopo la nostra denuncia. I vigilantes sono entrati nella fabbrica per ispezionarla. «Intensificheremo i controlli, quei nomadi li abbiamo già cacciati ma sono tornati», hanno detto all’uscita. E infatti gli abusivi, lavavetri agli incroci di zona, nel tardo pomeriggio hanno fatto ritorno in fabbrica, per passare la notte.
Primo: gli immigrati non devono sbarcare. Secondo: in Italia ci sono 2,5 milioni immigrati – la metà – che non lavorano e che quindi devono togliere il disturbo, e anche molti di quelli che fanno ‘lavori’ ridicoli come gestori per conto terzi di minimarket del cazzo. Terzo: quei pochi riuscissero a sbarcare devono essere schedati con prelievo di DNA. Quarto: in caso di impossibilità al rimpatrio immediato, che deve essere rara, braccialetto elettronico obbligatorio, possibilmente al collo. Perché il clandestino è un delinquente che viola le nostre leggi e, quindi, è pronto a tutto. Deve essere tenuto sotto controllo.
Invece, siccome gli immigrati stuprano, che fanno i geni dei sindaci? Mettono le telecamere. Come dire che siccome Mohammed spacca le finestre, allora non dobbiamo più avere finestre.

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