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VENTIMIGLIA, ISLAMICI MINACCIANO LA CITTÀ SE NON POTRANNO ANDARE IN FRANCIA
NOVEMBRE 11, 2022
“Basta aspettare qualche giorno, poi ci riproviamo anche se un po’ di paura c’è”. Salah viene dal Sudan, dice di avere 18 anni e non è al suo primo tentativo di passare il confine.
Si trova nel parcheggio dietro alla stazione a Ventimiglia, con altri suoi connazionali, molti arrivati qui dopo i viaggi sui barconi, con pochi stracci e stomaco e tasche vuoti.
Tasche che poi riempiono predando la città di Ventimiglia:
La notizia che i francesi hanno serrato i controlli non li spaventa. “Li conosciamo i francesi, no? ma non è che non ci riproviamo. E anche se hanno arrestato qualche passeur nei giorni scorsi, loro ci saranno sempre per noi. Ci vivono, con noi, ci prendono i soldi. Vedrai che stasera qualcuno si farà vedere”.
Più preoccupato è Taki Hassan, presidente del centro culturale di fratellanza islamica, che riceve alla moschea molti dei clandestini senza documenti arrivati con i barconi. “Diamo loro da mangiare e da vestirsi, vengono qui anche per lavarsi e per pregare ma cosa succederà se non riusciranno più a passare? Oppure se i passeur spariscono, come faranno a fare i sentieri di notte? Che fine ha fatto il patto di amicizia siglato dalla Francia con il nostro (🤡) Presidente Mattarella? Sono preoccupato per quello che potrà succedere qui – ha concluso – se aumenterà il numero delle persone che arrivano con i barconi”.
Questa è una minaccia. Dillo al tuo presidente Mattarella.
E dimostra un’altra cosa: le moschee sono le basi dell’invasione. Vanno chiuse. E loro espulsi in massa. Non c’è alternativa. E dimostra anche un’altra cosa: loro fanno i loro interessi, gli imbecilli sono gli italiani di caritas e altre associazioni che fanno gli interessi di chi, poi, un giorno li sgozzerà in strada. E lo sta già facendo.
Tagliole x orsi nei sentieri, trappole esplosive e caccia libera…