venerdì 26 febbraio 2021

 BREAKING NEWS, POLITICA

IL ‘DURO’ DI SALVINI AL VIMINALE. ONG PROTESTANO, CASARINI: “LUI È IL FALCO DEL DL SALVINI”

FEBBRAIO 25, 2021








Per capirlo basta scorrere gli ultimi post Facebook di Nicola Molteni, vulcanico deputato lombardo. A parte la passione per la Cantù cestistica, tutti gli altri contenuti condivisi con gli elettori parlano di sicurezza, furti, polizia, immigrazione, sbarchi, Ong e moschee. Dopo la rapina armata alle poste di Carimate, Molteni ha espresso tutto il suo sdegno promettendo una “interrogazione urgente” al ministro Lamorgese con cui oggi andrà a collaborare. Poi ci sono gli allarmi sulla “clamorosa riapertura” della rotta Balcanica, sulla “rinnovata presenza delle Ong” nel Mediterraneo, sulle nuove regole per ottenere l’asilo facile e su quei “34.134 SBARCHI NEL 2020!!!” (proprio così, scritto in maiuscolo). Molteni adesso dovrà vigilare sul ministro, impedendogli magari di fare quanto denunciato non molte settimane fa: ovvero portare avanti il nuovo bando nazionale per l’accoglienza dei richiedenti asilo, che – denunciava l’onorevole canturino – prevede “più servizi, platea dei beneficiari allargata e ritorno ai 35 euro” a migrante. Cioè “più soldi per richiedenti asilo e clandestini”.

Sottosegretari: Pd espulso dal Viminale, Salvini piazza il ‘duro’ leghista

Molteni sicuramente la scelta migliore, era al Viminale con Salvini. Il Pd espulso dal Viminale. Scalfarotto come ornamento del mobilio. Sibilia grillino di ‘destra’. Interno: Nicola Molteni, Ivan Scalfarotto e Carlo Sibilia. Ecco il riepilogo della squadra di governo indicata dalla Lega. Credetemi, uno/a meglio dell'altro/a. pic.twitter.com/ByGiHkI5bw — Claudio Borghi A. (@borghi_claudio) February 24, 2021 …




La musica insomma cambierà. Difficile immaginare, ovviamente, che si possa tornare indietro e ripristinare i decreti Salvini così come approvati dal Conte I. Lamorgese non lo permetterebbe, e ovviamente neppure Draghi che non intende rompere il già debole equilibrio di maggioranza. Tuttavia Molteni sarà lì per limitare i danni di quelli che lui stesso chiamava “Decreti Clandestini” firmati da un governo “pericoloso” e “filo immigrazionista”, che ha “aperto porti e confini e svenduto la sovranità del Paese”. Quando a fine gennaio la Ocean Viking recuperò 372 immigrati e il governo li fece sbarcare ad Augusta, per dire, il neo sottosegretario puntò il dito proprio contro chi aveva “cancellato le norme” dei dl Sicurezza: “Azzerate le multe, i sequestri, le confische e la distruzione delle Ong. Il Viminale non batte un colpo e riparte la stagione del traffico di clandestini”. L’idea è continuare a battere il ferro nello stesso punto, però da una posizione privilegiata, costringendo così Lamorgese a rivedere parte delle sue scelte.

Paradossalmente, la miglior lettura politica di questa nomina l’ha data il nemico numero uno della stagione leghista al ministero degli Interni: Luca Casarini. Il capomissione di Mediterranea Saving Humans, parlando della “corazzata Potemkin” dei sottosegretari, ha sottolineato come al Viminale sia finito “il falco dei decreti Salvini”. Verissimo. L’obiettivo della Lega è infatti far sì che la conferma di Lamorgese diventi un rospo meno amaro da ingoiare. E che magari cambi qualcosa in tema di immigrazione.

Sì, ma il ministro è Lamorgese e gli altri due sottosegretari sono Scalfarotto e Sibilia.























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