CON ARMI PROIBITE GLI AFRICANI DELLA SINISTRA E DEL PD SGOZZANO GLI ITALIANI COME GLI AGNELLI
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“VI UCCIDO”, CLANDESTINO AFRICANO FERISCE AGENTI CON L’ANELLO AD UNCINO
“Vi uccido”, clandestino gambiano con precedenti ferisce un agente.
L’anello a forma di uncino: l’arma nuova contro i poliziotti per fare più danni possibili. A Catania feriti due agenti con un collo di bottiglia. Arrestato per tentato omicidio un gambiano: ha altri precedenti ed è in Italia irregolarmente. Un altro successo del duo tragicomico Piantedosi-Meloni.
Quando vi feriscono, la colpa è dei vostri colleghi che li raccattano e li traghettano in Italia. Se li lasciassero alla volontà del grande dio Poseidone, questo non accadrebbe. E Pamela sarebbe ancora viva. Anche Iris. Anche Sofia. Anche migliaia di altri italiani.
Nella tarda serata di ieri, la locale Sala Operativa inviava personale delle Volanti in via F. Crispi a seguito di segnalazione relativa ad una persona che danneggiava le auto in sosta.
Sul posto, gli agenti non notavano la presenza dell’uomo segnalato ma, effettuando ricerche nelle vie limitrofe, individuavano in via Maddem la persona che rispondeva alle descrizioni ricevute. L’uomo, un cittadino gambiano, teneva una bottiglia di birra ancora piena in mano. Gli operatori si avvicinavano al soggetto per cercare di sottoporlo a controllo, intimandogli di appoggiare la bottiglia per terra. L’uomo, dopo aver appoggiato la bottiglia sul marciapiede, nei pressi dell’auto di servizio, improvvisamente, con mossa repentina, la riafferrava e – dopo averla infranta – brandendone una parte appuntita, si scagliava contro gli Agenti minacciando di ucciderli. Comprese le insane intenzioni dell’uomo, gli Agenti utilizzavano lo spray al peperoncino in dotazione colpendolo al volto, ma non riuscendo comunque a renderlo inerme; infatti, questi, si scagliava nei confronti di uno degli operatori, colpendolo al sopracciglio destro con il collo della bottiglia rotta che brandiva ancora in mano e, non pago di quanto già commesso, brandendo ancora il collo della bottiglia infranta, inveiva contro gli operatori minacciandoli ulteriormente. Subito dopo, si scagliava contro l’altro operatore, che veniva attinto al collo e all’orecchio destro.
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