SI FA INGRAVIDARE ALL’ESTERO A 66 ANNI E LO STATO CACCIA DI CASA IL MARITO
AGOSTO 8, 2023
“Tu non sei sua madre, lui non ha una mamma, ma solo un papà”.Sono alcune delle frasi che un uomo di 63 anni ha ripetutamente rivolto alla compagna 66enne, con la quale tre anni fa ha avuto un figlio, nato all’estero ricorrendo alla maternità surrogata.
Oltre agli insulti verbali per offenderla e mortificarla, anche davanti al bambino, l’uomo l’avrebbe in più occasioni strattonata.
A metà luglio la donna, esasperata dai continui soprusi, si è rivolta ai carabinieri della stazione Bologna per denunciare i maltrattamenti fisici e psicologici subiti dal compagno. Al termine degli accertamenti, per il 63enne il Gip ha emesso un provvedimento di allontanamento dalla casa familiare, con divieto di avvicinamento alla donna, misura richiesta dalla Procura ed eseguita dagli stessi carabinieri.
Il figlio l’ha avuto lei facendosi ingravidare all’estero da uno sconosciuto.
Eh ma loro non hanno a che fare con le stronze viziate italiane, che pensano solo a fare la bella vita sempre e comunque, ristoranti, aperitivi, ristoranti, sole, mare, spiaggia, ristoranti, amanti, ristoranti, ristoranti, mangiare fuori, feste, locali, social, ristoranti… Le italiane son tutte qua. Sotto il vestito niente. Facile la vita per i popoli feccia che hanno donne che stanno solo mute e cagate.
Le donne fino a 50 anni fa erano devote alla famiglia, un uomo poteva stare tranquillo a lavorare e la donna pensava alla numerosa prole.
Ora non hanno ancora partorito che già pensano a quale filo interdentale infilarsi in mezzo alle chiappe e su quale spiaggia andare per riposarsi, cazzeggiare e farsi servire e riverire.
Disgraziate.
Se ci hai fatto caso, la tipica coppia odierna che va a mare è formata da lui che per costume indossa un pantaloncino ascellare, lei invece con una sorta di tanga che a malapena copre le parti intime.
Comunque tv mainstream e social hanno contribuito in larga parte a fottere i cervelli.
Mentre afro, muslim e rom sfornano figli prima dei vent’anni.
Che brutta fine per l’uomo bianco!