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IMMIGRATI OCCUPANO TREMILA CASE POPOLARI: BANLIEUS ISLAMICHE A MILANO
LUGLIO 4, 2022
E da lì partono per stuprare in piazza Duomo. E non solo.
Non solo quelle che rubano ‘legalmente’ per le demenziali regole che permettono a stranieri di avere case popolari, come del resto il reddito di cittadinanza, ma ne occupano anche abusivamente quasi quattromila. Solo a Milano!
Il frutto di un’accoglienza senza regole permette a molti clandestini, ad esempio, di occupare la cascina di Crescenzago. L’edificio in questione, uno stabile di dimensioni enormi, sorge all’angolo tra Via Meucci e Via De Notaris a poche centinaia di metri dal naviglio della Martesana. Lo stabile è abbandonato da anni ed è oggetto, da tempo, di occupazioni abusive. Ci sono immigrati di ogni etnia, tra cui molti nordafricani senza documenti. Tutti possono entrare per poi adattarsi a vivere nel degrado e nella sporcizia, come topi. A Sala non interessano. L’integrazione è diventata una parola proibita. Sono decine gli stabili abbandonati che sono stati occupati dagli immigrati e molti di questi versano in condizioni di fatiscenza tali che rischiano di crollare da un momento all’altro, spesso di proprietà del Comune.
In una inchiesta Repubblica rende noti i numeri di abusivi nelle case popolari. “Ci sono caseggiati dove un appartamento su due, o anche di più, è abitato da chi non ne ha diritto: da San Siro a via Gola, passando per il Gallaratese e per Baggio, la mappa delle occupazioni abusive negli edifici popolari della città restituisce ancora numeri consistenti.
Sono le banlieus islamiche milanesi dove vengono allevati i ‘rapper nordafricani’ e i loro fans. Criminali che vogliono prendersi casa nostra.
Sono 3.841 su 62.300 gli alloggi di edilizia residenziale pubblica che, ad oggi, sono abitati illegalmente: oltre il 6 per cento del totale. La quota più consistente è in capo ai complessi gestiti dall’azienda regionale Aler dove le occupazioni sono 3.205 su 34.226 alloggi, mentre nelle case di proprietà comunale amministrate da Mm ci si “ferma” a quota 636 su 28.074.. Numeri che variano da quartiere a quartiere, toccando punte allarmanti come nel caso di via Quarti, al confine nord di Baggio, accanto al parco delle Cave, o del fortino di via Gola, dietro al Naviglio Pavese dove si sfiora il 40 per cento ancora in via Bolla, al Gallaratese, dove siamo al 30 per cento circa.
In percentuale va un po’ meglio a San Siro, anche se in numeri assoluti il quadrilatero di vie che incorniciano piazzale Selinunte resta uno dei buchi neri delle periferie milanesi. Tra via Paravia, via Civitali, via Ricciarelli e via Dolci, su 3.991 appartamenti che fanno parte dei Sap (quella che era l’”Edilizia residenziale pubblica” ora è “Servizi abitativi pubblici”) 785 sono occupati abusivamente. Una situazione, quella di una zona tra le più popolose della città, che tra illegalità, case sfitte (101 immobili) e in manutenzione (572) scatta la fotografia simbolo dei nodi che strozzano i quartieri popolari milanesi.”
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