UN ALTRA ITALIANA E' STATA MASSACRATA E STUPRATA DA ISLAMICO. GIUDICE DI SINISTRA/PD PERDONA L'ISLAMICO E LO RIMETTE IN LIBERTA' DI STUPRARE E MASSACRARE ALTRE DONNE ITALIANE. PER QUESTI GIUDICI SE 6 ITALIANO 6 UNA MINACCIA PER L'ISLAM.
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MIGRANTE STUPRA ITALIANA, GIUDICE LO PERDONA: “PUÒ REDIMERSI”
MAGGIO 3, 2024
Si conferma il razzismo istituzionale. Basta sentenze deliranti a favore degli invasori. Il Parlamento deve prendere in mano il potere giudiziario e arrestare giudici come questo. La ragazza è stata massacrata, ha dovuto subire diversi interventi chirurgici: pena dimezzata per lo stupratore straniero. Stato di merda.
**Una Sentenza Inaccettabile: La Giustizia Dovrebbe Proteggere, Non Perdonare**
È con profonda indignazione che leggiamo della recente sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila, che ha dimezzato la pena di un uomo condannato per tentato stupro e aggressione violenta. Questa decisione, che riduce la condanna da 6 anni e 4 mesi a 3 anni e mezzo, è stata presa sulla base della premessa che il condannato ha la possibilità di redimersi.
La vittima, una rugbista di 32 anni, è stata prima vittima di un tentato stupro e poi di una brutale aggressione a scopo di rapina da parte del 31enne egiziano Elhadidi Hani Rabie Abdelrahman. L’imputato, arrestato mentre tentava di fuggire dal porto di Civitavecchia, ha sostenuto di non ricordare nulla dell’incidente, attribuendo la sua condotta a una sostanza stupefacente che avrebbe consumato quella notte.
La sentenza, firmata dal Presidente della Corte, Carla De Matteis, e dal collega estensore, Maria Gabriella Tascone, accoglie in pieno la tesi della parte offesa, riconoscendo che l’imputato si è macchiato di “gravissimi reati contro la persona”. Tuttavia, non fornisce alcuna spiegazione su perché la condanna debba essere ridotta, limitandosi a sottolineare che “la valutazione complessiva dei fatti, segnatamente la scelta di dare all’imputato un’opportunità di riscatto, consente, invece, di accogliere la richiesta di riduzione della pena”.
Questa sentenza solleva serie preoccupazioni sulla protezione delle vittime e sulla responsabilità dei colpevoli. La giustizia dovrebbe servire a proteggere la società dai criminali, non a offrire loro “opportunità di riscatto” a spese delle vittime. La riduzione della pena in questo caso sembra suggerire che la possibilità di redenzione dell’aggressore sia più importante della sicurezza e del benessere della vittima.
Questa sentenza manda un messaggio pericoloso: che la violenza e l’aggressione possono essere perdonate se l’aggressore mostra segni di pentimento. Questo non solo è ingiusto per la vittima, ma mina anche la fiducia del popolo nel sistema giudiziario.
Chiediamo una revisione di questa sentenza e un impegno da parte del sistema giudiziario a garantire che le vittime di crimini violenti ricevano la giustizia che meritano. Non possiamo permettere che la possibilità di redenzione di un criminale venga posta al di sopra del diritto di una vittima alla giustizia.

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