venerdì 1 ottobre 2021

 BREAKING NEWS, DOSSIER ACCOGLIENZA, POLITICA

L’INTERCETTAZIONE CHE HA INCASTRATO LUCANO: «IL TEMPO DI DUE IMBROGLI E ARRIVANO I CONTI»

SETTEMBRE 30, 2021


































«Il tempo che fanno due imbrogli e ci presentano la rendicontazione».


E’ questa una delle intercettazioni che ha portato alla pesante condanna di Mimmo Lucano, nel processo per aver fatto parte di un’associazione a delinquere insieme ad altri imputati per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e truffa sui progetti di accoglienza agli immigrati a Riace: 13 anni e qualche mese.

La conversazione intercettata è stata predentata in aula dal colonnello della Guardia di Finanza Nicola Sportelli, teste chiave dell’accusa. Secondo il finanziere si tratta di un passaggio che conferma «il discorso della consapevolezza che le rendicontazioni non rappresentavano la realtà dei fatti, ma erano state modificate». Insomma: Mimmo era a conoscenza della truffa.

Sotto la lente del teste anche la posizione «di un soggetto denunciato che si trovava a Milano a commettere un reato, mentre nella rendicontazione di un’associazione risultava essere a Riace ospite di un progetto». Insomma, davano anche copertura ai criminali per la commissione di reati. Sulla carta il clandestino era a casa di Mimmo, in realtà stava a Milano, magari a stuprare qualche ragazza.

Accanto alle intercettazioni sono emersi riscontri di natura documentale, che hanno confermato lo spunto investigativo delle Fiamme Gialle circa le irregolarità dell’associazione Oltre Lampedusa.







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