domenica 1 febbraio 2026

TORINO: LA BANDA DEL MARTELLO DELLA MAESTRA DELLE BRIGATE ROSSE ILARIA SALIS. LA RICORDATE IN UNGHERIA?.














QUELLO CHE È ACCADUTO A TORINO RICORDA LA “BANDA DEL MARTELLO” DI CUI ILARIA SALIS È ACCUSATA DI FAR PARTE.
IL MARTELLO OGGI È SIMBOLO DI VIOLENZA IDEOLOGICA, NON PIÙ DI LAVORO OPERAIO
Un tempo falce e martello erano simboli del lavoro operaio. Oggi non evocano più il lavoro, ma la violenza ideologica travestita da militanza. Il martello è diventato uno strumento di violenza politica. Viene usato per colpire i poliziotti, ma anche chiunque sia sospettato di non pensarla “nel modo giusto”.
Sapete cosa mi ricorda quanto accaduto ieri a Torino? La cosiddetta “banda del martello”, di cui Ilaria Salis è accusata di far parte dagli inquirenti ungheresi. Salis è in attesa di giudizio (e dunque va considerata innocente), ma si sottrae a quel giudizio invocando l’immunità parlamentare. Per questo sarebbe più corretto dire che non è lei ad attendere la giustizia, bensì la giustizia ungherese ad attendere di poter giudicare Salis. E anche noi siamo in attesa, in attesa che Salis condanni l’aggressione vigliacca e feroce a colpi di martello ad un nostro agente. Lo farà mai? O anche stavolta starà dalla parte sbagliata?
Poliziotto pestato dai terroristi dei centri sociali: fatto il mio dovere.
8.30 "Mi sono trovato da solo tra gli incappucciati, non so quanti fossero, ma erano tanti. Sono finito per terra.
Ho perso il casco mentre mi prendevano a calci. Ho provato a proteggermi la testa. Poi ho sentito un dolore terribile. Ho fatto il mio dovere". E'la testimonianza di Alessandro Calista, 29 anni, accerchiato,preso a pugni, calci in testa, colpito con tre martellate, picchiato con violenza. Il pestaggio a Torino da parte di un gruppo di manifestanti del corteo per Askatasuna. Le immagini della brutale aggressione diventate virali sul web.



Nessun commento:

Posta un commento