POLIZIOTTI CONTRO GOVERNO: “A BRIGATISTA DATE REDDITO CITTADINANZA E A NOI NON PAGATE NEMMENO STRAORDINARI”
Reddito di cittadinanza alla brigatista rossa Saraceni, Fsp Polizia: “Stride con principi di equità e giustizia. Si trovano i soldi per chi ha violentato lo Stato, non si è pentito e non ha scontato la sua pena, e non per chi lo serve con lealtà”.
La brigatista rossa “Federica Saraceni rispetta i requisiti per il reddito di cittadinanza”. Lo ha spiegato il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, dopo le polemiche nate dal fatto che la brigatista condannata per l’omicidio del giuslavorista Massimo d’Antona riceva il reddito di cittadinanza. Interpellato a margine dell’incontro degli alunni del programma Fulbright, Tridico ha spiegato:
“Oltre a richiamare subito l’ovvio dovere morale che impone di garantire prima e sempre il rispetto per le vittime di atrocità come l’omicidio, la vicenda della Saraceni fa nascere una considerazione che, brutalmente, può riassumersi in una domanda: lo Stato trova i soldi per sostenere una terrorista condannata per omicidio che non ha ancora pagato il suo debito con la società e non si è ravveduta, e non sta neanche in carcere ma ben protetta a casa sua ai domiciliari, e non trova i soldi per pagare l’onesto e sacrificato lavoro dei suoi servitori più fedeli? A ben vedere la polemica sorta a proposito della brigatista Saraceni che percepisce il reddito di cittadinanza mette immediatamente in evidenza una realtà che, in effetti, è davvero spiacevole. E cioè che lo Stato attribuisce in qualche modo un beneficio, un sostegno particolare, una considerazione e una preoccupazione a chi ne ha calpestato le leggi e violentato la società, macchiandosi di un delitto gravissimo qual è l’omicidio, senza che questi abbia ancora scontato la propria condanna e senza che si sia mai pentito, a fronte di un impegno nei confronti di chi quello stesso Stato lo serve ogni giorno, come il personale in divisa, talmente carente che non vengono neppure pagate migliaia di ore di straordinario arretrato, né gli si garantisce un contratto di lavoro ormai scaduto da un anno. Al di là di ogni considerazione tecnica sulla questione ‘reddito di cittadinanza’ qui, in linea di principio, c’è davvero qualcosa che stride fortemente con un normale e diffuso senso di equità e di opportunità. Le istituzioni, a nostro parere, dovrebbero dare una chiarissima testimonianza della propria lista di priorità; una lista in cui al primo posto devono obbligatoriamente venire le vittime di violenza e illegalità, come in questo caso i familiari del dott. D’Antona che subiranno a vita il dolore del lutto, poi chi serve lo Stato a costo di alti sacrifici, e non merita che ne si calpesti la dignità personale e professionale”.
Così Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, interviene nel dibattito sorto a proposito della notizia che è stato concesso il reddito di cittadinanza a Federica Saraceni, brigatista rossa condannata a 21 anni e 6 mesi per il delitto D’Antona, che si trova ai domiciliari.
Dati sbarchi prima e dopo #Salvini dal 1° gennaio al 5 settembre, migranti sbarcati 5.624, in media 22,7 al giorno dal 6 settembre ad oggi, migranti sbarcati 1.897, in media 75,9 al giorno. L'effetto #portiaperti di #Conte, aspettando che arrivino pure le #ONG.
In realtà a questi dati mancano gli sbarchi di oggi, che portano il totale a circa 2.000 in 24 giorni, per una media di 83,3 al giorno contro i 22,7 di Salvini.
Questo significa che se il Pd fosse stato al governo dall’inizio dell’anno, oggi, invece di 7.600 clandestini sbarcati, ne avremmo avuti almeno 24.000 e se la media si mantenesse fino alla fine dell’anno, pur tenendo conto dell’inverso, sfonderemmo quota 30mila.
SENZA SALVINI GLI IMMIGRATI TORNANO IN HOTEL: I DATI CHE SVERGOGNANO IL PD
SENZA SALVINI GLI IMMIGRATI TORNANO IN HOTEL: I DATI CHE SVERGOGNANO IL PD
Salvini ne faceva uscire quasi 5mila al mese. E’ bastato un mese di Pd per dimezzare il numero!
E’ tempo di tirare le somme del lavoro di Salvini in questo anno da ministro dell’Interno più amato di sempre. E i dati parlano chiaro.
La chiusura dei porti alle Ong ha funzionato.
C’erano 167.739 sedicenti profughi ospitati. Li aveva accumulati il Pd negli anni. Ad oggi, dopo la politica dei porti chiusi e il decreto Salvini che ha abolito la protezione umanitaria (quella di Oseghale), la situazione è questa:
1/2 Ci sono 99.599 "migranti in accoglienza" in Italia, l'85% circa dei quali riceveranno il diniego alla protezione internazionale. L'accoglienza di massa ci costa circa 2.100.000 euro al giorno (diaria di 21€ al giorno, senza contare quella dell'hotspot di Lampedusa di 42€)
Ma il calo sta già rallentando ‘grazie’ ai nuovi sbarchi targati PD. Infatti il ritmo di uscita dagli hotel è calato. Fino ad ora ne uscivano quasi 5mila al mese. Sono bastate poche settimane di Pd al governo per calare a 2mila al mese:
Al 31 agosto erano infatti ospiti in Italia 101.540 cosiddetti ‘richiedenti asilo’. Il motivo è facile da capire, il record di sbarchi ne fa entrare quasi più di quelli che escono grazie all’abrogazione della ‘protezione umanitaria’:
Con Salvini quasi 70mila clandestini sono stati espulsi in poco più di un anno dagli hotel. Ma ora sono tornati ‘loro’. Per la prima volta siamo scesi sotto i centomila fancazzisti, se fosse rimasto lui al Viminale, ne avremmo avuti quasi zero nel giro di un paio di anni.
E’ infatti ancora un numero abnorme. Abbiamo milioni di poveri e dobbiamo mantenere 100mila clandestini. Ma quello che ha fatto Salvini è qualcosa che nessuno di noi avrebbe immaginato un anno fa. Ed è per questo che ha triplicato i voti: perché ha quasi azzerato gli sbarchi e cacciato dagli hotel quasi 70mila fancazzisti.
E pensate cosa avrebbe fatto e cosa potrebbe fare, senza la zavorra grillina.
Tanto per fare un paragone. Nel 2019 sono 57.189 i clandestini arrivati in Europa via mare: in Grecia 31.265, 18.758 sono stati gli arrivi in Spagna, mentre 5.324 quelli in Italia. Prima di Salvini la classifica era invertita.
Il tracollo degli sbarchi ha portato anche alla chiusura di migliaia delle strutture d’accoglienza: quelle statali sono scese da 15 a 12 nell’ultimo anno, mentre i Cas (Centri di accoglienza temporanea) sono passati da 9.282 a 7.593.
Voi capite che Vaticano, Coop-Pd, ‘ndrangheta e mafia nigeriana non potevano essere felici di Salvini. Ecco perché si sono alleati tutti contro di lui. E contro il popolo.
Oggi i rivoluzionari siamo noi. Loro sono il potere. E il potere va abbattuto. O l’Italia è perduta.
MULTINAZIONALI SOSTITUISCONO LAVORATORI ITALIANI CON RICHIEDENTI ASILO, DISOCCUPAZIONE BOOM
MULTINAZIONALI SOSTITUISCONO LAVORATORI ITALIANI CON RICHIEDENTI ASILO, DISOCCUPAZIONE BOOM
Oggi dati drammatici sul lavoro, con una discesa falsa della disoccupazione dovuta ad un artifizio statistico: sono aumentati gli inattivi, ovvero quei disoccupati che cercano lavoro da così tanto tempo da avere perso la speranza e smettono di cercarlo: un peggioramento, quindi.
Ancora una conferma: E il ministro dell’Economia ha intenzione di proseguire questa sostituzione etnica: Governo prevede ingresso di 200mila immigrati l’anno Noi vogliamo un governo che preveda immigrazione zero per gli anni a venire. Vogliamo l’abrogazione dei ricongiungimenti familiari. Vogliamo flussi zero in ingresso: lo vuole la maggioranza degli italiani.
Fino a pochi anni fa, gli inattivi erano considerati disoccupati, ora vengono statisticamente ‘scartati’. E si abbelliscono le statistiche.
Perché ci sono sempre più disoccupati cronici? Per colpa loro:
Perché non ci sono lavori che gli italiani non vogliono fare, ma che non possono fare alle condizioni degli immigrati.
Il colosso dell’ecommerce, Amazon, ha annunciato di aver assunto a tempo indeterminato 7 immigrati sbarcati a Lampedusa: Amazon sostituisce lavoratori italiani con ‘profughi’: “E’ il nostro piano per l’Italia con Adecco” Sdegnato il commento di Valerio Arenare, segretario nazionale del SINLAI: “finora, in tutta Italia, Amazon si è distinta in negativo per i contratti capestro …
REDDITO CITTADINANZA A BRIGATISTA, GRILLINO CHOC: “HA I REQUISITI”
REDDITO CITTADINANZA A BRIGATISTA, GRILLINO CHOC: “HA I REQUISITI”
La brigatista rossa “Federica Saraceni rispetta i requisiti per il reddito di cittadinanza”. Lo ha spiegato il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, dopo le polemiche nate dal fatto che la brigatista condannata per l’omicidio del giuslavorista Massimo d’Antona riceva il reddito di cittadinanza.
Interpellato a margine dell’incontro degli alunni del programma Fulbright, Tridico ha spiegato: “Stiamo verificando. I requisiti reddituali, patrimoniali e occupazionali, requisiti che competono all’Inps, ci sono”.“La norma – ha aggiunto Tridico – prevede che se la persona ha avuto una condanna nei 10 anni precedenti c’è il blocco. Lei l’ha avuta 12 anni fa. Basta leggere la legge”.
Tipico grullino.
come al solito il presidente grillino o non è informato oppure sa di sbagliare: la terrorista Federica Saraceni, condannata a 21 anni e 6 mesi per l’omicidio D’Antona è attualmente ai domiciliari e percepisce il reddito di cittadinanza NONOSTANTE sia precluso per chi si trova agli arresti. Quindi per favore ci spieghi le motivazioni reali di questo assegno non dovuto!
“IN DIECIMILA SIAMO PRONTI AD IMBARCARCI”: LA MINACCIA ISLAMICA
“IN DIECIMILA SIAMO PRONTI AD IMBARCARCI”: LA MINACCIA ISLAMICA – VIDEO
“Il mio nome non ve lo dico, so che userete queste informazioni”. Lo sguardo del poliziotto greco è deciso, forse duro, ma desideroso di parlare. Capisce l’italiano, eppure usa l’inglese come a mantenere un po’ di distanza.
“La Turchia dovrebbe occuparsi dei clandestini, gli abbiamo versato sei miliardi di euro per chiudere le frontiere. E invece i migranti continuano a sbarcare tutte le notti”.
Samos, stazione di polizia nell’isola greca nell’Egeo. Il regno di Erdogan è molto vicino, troppo in un periodo in cui il flusso migratorio torna a crescere fino a raggiungere livelli preoccupanti. Secondo i dati ufficiali quest’anno sono arrivati 38.598 migranti rispetto ai 29.718 del 2017 e ai 32.494 del 2018. Non siamo ai livelli del 2015, quando le isole Egee accolsero 800mila immigrati. Ma Ankara è tornata ad essere un colabrodo, nonostante il patto miliardario stilato con l’Unione Europea.
Da qualche settimana Erdogan utilizza il ricatto migratorio alla ricerca di un nuovo accordo (economico) sulla gestione dei flussi all’inizio della rotta balcanica. Il sultano e Angela Merkel si sono sentiti al telefono, ma non si è ancora arrivati alla stretta di mano definitiva. Atene accusa Erdogan di voler “ottenere più soldi”. Ankara sostiene che Bruxelles non abbia rispettato i patti. La ragione è come sempre nel mezzo. “La Turchia ha preso i soldi dall’Ue e li spende per comprare armi – dice il poliziotto greco – sono tutti fondi neri che regaliamo a Erdogan. Ne ha incassati 6 miliardi e ora tornerà a chiederne altrettanti”. Intanto a farne le spese sono la Bulgaria e la Grecia. Il vice ministro greco della Protezione civile, Giorgos Koumoutsakos, ha fatto notare che “migliaia di migranti ammassati a Smirne sono pronti alla traversata”.
E questi diecimila si unirebbero agli altri 25mila già in marcia verso l’Italia e l’Europa occidentale. Ora che abbiamo le frontiere spalancate.
E in verità la colpa non è tutta di Erdogan. C’è in realtà un disegno che vuole utilizzare gli ex profughi siriani come arma di destrutturazione etnica dell’Europa. Un progetto che è anche all’origine della guerra siriana e al quale, seppure la guerra è finita, i mandanti non vogliono rinunciare.
Se non ci fosse questo progetto, come mai l’Europa si oppone al ritorno dei milioni di siriani fuggiti in Turchia?
Non solo porti aperti e la firma su un accordo che istituzionalizza il traffico delle Ong, in cambio di una ridicola promessa sul ricollocamento di una quota del 10 per cento di chi sbarca, il governo del ribaltone sta anche accelerando sui voli che ci portano immigrati in Italia.
Insomma, preferiscono deportarli in Italia invece di riportarli a casa. Perché?
“Vogliamo lavorare con la Russia, l’Iran e la comunità internazionale per il ritorno dei rifugiati in una zona di sicurezza nel nord della Siria a est del fiume Eufrate”, ha detto pochi giorni fa il presidente turco Recep Tayyip Erdogan al termine del trilaterale ad Ankara con Vladimir Putin e Hassan Rohani. “Stimiamo di potervi reinsediare 2 milioni di nostri fratelli siriani”.
La guerra in Siria è finita, è ora che i veri profughi tornino a casa. Questo è normale, non deportarli in Europa come nei piani dell’organizzazione Sant’Egidio che, infatti, è una dei principali nemici di questo ritorno a casa.Perché il piano è sempre stato quello di usare le destabilizzazioni in giro per il mondo per favorire la destrutturazione etnica dell’Europa attraverso l’immigrazione.
Invece dei voli ‘umanitari’ che tanto piacciono ai globalisti di Sant’Egidio, il governo italiano si impegni a togliere le sanzioni a Damasco, in modo che venga accelerato il ritorno a casa dei veri profughi.
Chi si oppone lo fa perché vuole che quei profughi vengano in Europa. A fare i lavori che i tiranni non vogliono più fare: eliminare i popoli europei.
Ankara ha avvisato che in caso di opposizione dell’Occidente a questi rientri, potrebbe spalancare le frontiere come nel 2015, quando un’ondata di islamici ha marciato verso l’Europa.
Da Istanbul il flusso è rincominciato, come un avvertimento. Quest’anno nelle isole greche sono approdati oltre 36mila clandestini, contro i 32mila del 2018. Negli hotspot di Lesbo, Samos, Kos e Kios ne sono stipati oltre 20mila. Lo stesso vale per la Bulgaria, dove il “muro” sorto al confine con la Turchia scricchiola sotto i colpi dei quasi mille migranti che sono riusciti a oltrepassare la frontiera aggirando le difese.Il controllo dei flussi migratori a Est, in fondo, è tutto nelle mani di Erdogan. Qualora Istanbul decidesse di aprire i rubinetti, l’Europa rischierebbe uno tsunami simile a quello del 2015. Nei giorni scorsi il sultano e Angela Merkel si sono sentiti al telefono per evitare una nuova crisi sull’immigrazione. Senza un accordo, a farne le spese saranno Grecia e Bulgaria. E poi tutta l’Europa.
Per questo sia Atene che Sofia si sono scagliate duramente contro il “ricatto” di Erdogan. Ma farebbero bene, invece, a lavorare per il rimpatrio in Siria dei siriani. Ma le Ong protestano.
La Turchia ospita circa 3.6 milioni di rifugiati siriani in tutto il Paese, metà dei quali a Istanbul, a cui è stata offerta una protezione provvisoria. E’ tempo che tornino a casa.
Il premier greco, Kyriakos Mitsotakis, ha ammonito il presidente turco di non “minacciare la Grecia e l’Europa sui migranti, nel tentativo di ottenere più soldi”. Più duro il ministro della Difesa bulgaro, Krasimir Karakachanov, che oggi ha evocato l’uso della forza per contrastare l’ingresso illegale di clandestini dalla Turchia all’Ue. “Le forze armate sono pronte a reagire se aumenterà la pressione dei rifugiati sul confine – ha detto – Attualmente, la situazione al confine è normale, ma se la pressione migratoria aumenta, è possibile inviare immediatamente fino a duemila militari nella regione. Avranno attrezzature militari, compresi recinzioni mobili”.
Ma forse è proprio questo che vogliono i nostri governi. Dopo i porti, riaprire anche le frontiere terrestri.
Al contrario de, come abbiamo già scritto, la massima autorità buddhista, nonché premio Nobel per la Pace, durante una conferenza in Svezia ha ribadito quanto va dicendo da anni sui profughi: «vanno accolti, aiutati ed educati ma alla fine dovrebbero contribuire a sviluppare e ricostruire i loro Paesi d’origine. L’Europa appartiene agli europei».
Ecco il video:
E attenzione. Lui parla dei profughi, ovvero i siriani (e i tibetani!). Gli africani nemmeno ci dovrebbero venire in Europa.
“La Turchia dovrebbe occuparsi dei clandestini, gli abbiamo versato sei miliardi di euro per chiudere le frontiere” Ma veramente ci sono dei coglioni che credono che l’UE abbia versato 6.000.000.000 di euro alla Turchia per chiudere le frontiere? Li hanno pagati per mandare flussi regolari e continui, preferibilmente in italia
Se pagano la Turchia allora la Turchia chiude le frontiere ma evidentemente non li hanno pagati per questo. Il marcio non è in Turchia ma in UE
l’UE ne paga altrettanti per mandare le navi nato e ONG a prelevarli, perché dovrebbe pagare i turchi per chiudere le frontiere se non è quello che vogliono? l’UE vuole porti e frontiere aperti, e paga per averli, fa cadere i governi, ricatta l’economia italiana con i parametri del deficit, baratta lo sforamento del bilancio con l’apertura dei porti ….e i coglioni si bevono che l’UE paga per tenere chiuse le frontiere della Turchia?
ANCHE IL RE DELLA FAVA VUOLE LO IUS SOLI PER I SUOI NEGRETTI.
“Sullo ius soli, oggi come due anni fa con Alfano, il Pd sostiene che non è il momento giusto. Per non fare un favore alla peggiore destra, il Pd fa, ancora una volta, un favore alla peggiore destra. #IusCulturae #IusSoli”. Lo scrive su twitter Roberto Saviano postando il tweet della dem Alessia Morani sullo Ius Culturae.
L’arroganza di Saviano è senza limiti. Vorrebbe imporre una legge – e di questa portata – invisa alla maggioranza degli italiani, nonostante il suo partito abbia perso tutte le elezioni dal dopoguerra ad oggi.
Ed è talmente arrogante da non comprendere il giusto terrore di Pd e M5s nel continuare a parlare di ius soli: la gente vi viene a prendere.
Un topo anche se nasce in una stalla non si trasforma in un cavallo. Come le persone di naso, anche se nate in cento posti diversi rimangono sempre persone di naso. Come Saviano.