A TREVISO I FEDELI VOGLIONO CACCIARE IL PRETE ANTI ITALIANO.
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TREVISO, RESIDENTI VOGLIONO CACCIARE IL PARROCO CHE ACCOGLIE I MOLESTATORI ISLAMICI IN CHIESA
GENNAIO 1, 2024
Invece di rimandarli in Pakistan li mettono nelle chiese.
Un’iniziativa sostenuta dal sempre più delirante sindaco di Treviso, il leghista zaiano Mario Conte:
Ora i residenti del quartiere alle porte del centro, capitanati dal leghista Remigio Zanata, stanno raccogliendo le firme per chiedere al Vescovo della Diocesi, Monsignor Michele Tomasi, di cacciare il prete.
Gli immigrati fanno i loro bisogni nelle vicinanze della chiesa e molestano residenti e coloro che vogliono andare a messa senza avere a che fare con queste persone.
«Dopo tanti anni è ora che se ne vada – dichiara Zanata – molta gente non lo vuole più. Tra immigrati ed altro deve andare via. Avevamo già il dormitorio, ora addirittura li ha portati in chiesa, non va bene».
Altri dicono che avevano già fatto presente al parroco che questa linea di condotta non era approvata dagli abitanti della zona. Un immigrato in particolare urla frequentemente frasi tipo «La fine è vicina», disturbando il vicinato. Altri residenti dicono di aver smesso di andare in chiesa per non costringere i bambini a vedere queste oscenità.


Oggi la guerra, a parte qualche caso particolare, e certamente non in Europa occidentale, non è con i carri armati e gli aerei da combattimento.
La guerra è tutti i giorni, in una infinita guerra di ‘attrito’, a bassa intensità.
Chiunque rischia, l’esercente nel suo negozio, la persona che passeggia con la propria borsa, il guidatore in auto, perfino chi è tranquillo nella propria abitazione.
Dicono che vada tutto bene, ogni hanno, sempre ci dicono, che i reati diminuiscano, che è solo ‘percezione’.
La realtà è che l’insicurezza in tutta Europa è diminuita per un travaso di popoli criminale, figlio dell’ideologia terzomondista, la quale si è sposata in matrimonio morganatico con il vecchio colonialismo. Il fardello dell’uomo bianco era educarli, civilizzarli, lo è ancora oggi, solo che oggi ce li portiamo direttamente a casa.
Ci diciamo che gli italiani devono rispettare le donne, rispettare le file, essere bravi, pagare le tasse e non arrabbiarsi. Gli immigrati, invece, vanno trattati con indulgenza, vanno educati alla ‘nostra’, civiltà, e ciò che ne verrà fuori, come con le doglie di un parto un poco doloro, sarà, sempre ci dicono, migliore.
Non è così naturalmente, e l’insicurezza aumenterà, e con l’aumentare dell’insicurezza aumenteranno gli atti di dispotismo, che, naturalmente, si riverberanno verso chi la legge, per paura o convinzione, la rispetta in ogni caso, quelli che se ne fregavano, continueranno a fregarsene.
Donne e maschi africani, le prime lanciate verso il progressismo più sfrenato, i secondo vogliosi di sesso e avidi di conquista. Il connubio, in tutti i sensi, perfetto, il cui parto mostruoso sarà l’uomo nuovo, stile cubano, mulatto, incapace anche solo di pensare cose più grandi che soddisfare i suoi impulsi immediati.