giovedì 1 dicembre 2022

INTEGRAZIONE RAZZIALE DEL PD E DELLA SINISTRA. "IL BUONISMO UCCIDE".




ITALIANA SPOSA UN TUNISINO E LUI LA SGOZZA

NOVEMBRE 30, 2022



































È terminata la fuga per il 24enne tunisino Adouni Mokhtar, accusato di tentato omicidio. L’uomo, nella notte tra domenica e lunedì, ha colpito con diverse coltellate alla schiena e al collo la moglie, la 31enne Erika Esposito, facendo perdere le sue tracce.

A quanto pare i carabinieri, dopo due giorni di ricerche, lo avrebbero trovato nella sua abitazione, in via Cantù, una traversa di via Terme di Traiano alta. Probabile che il tunisino fosse tornato lì per prendere documenti ed effetti personali prima di provare a lasciare l’Italia.

Il ragazzo in questi giorni si sarebbe nascosto nelle campagne tra via Terme di Traiano e via Braccianese Claudia, dove tra l’altro si erano concentrate proprio le ricerche delle forze dell’ordine in questi giorni e dove era stato anche agganciato il suo telefono cellulare.

Ma due giorni e due notti senza riposare, senza mangiare e bere, alla pioggia, lo avrebbero stremato, tanto che l’ambulanza del 118, chiamata sul posto, lo ha trasferito in ospedale per affidarlo alle cure dei sanitari. Secondo le prime testimonianze raccolte sul posto, a segnalare la presenza dell’uomo – trovato addormentato nella zona delle cantine e dei garage del palazzo dove abitava con la moglie – sarebbe stato un parente della donna: al piano sopra, infatti, vive anche la sorella di Erika, la ragazza che domenica notte, sentendo il trambusto e le urla provenire dall’appartamento, è scesa mettendo in fuga Adouni Mokhtar e salvando di fatto la vita ad Erika.





No…non riesco minimamente a dispiacermi…
Se l’è andata a cercare e gratuitamente…
Dovrebbero togliere la cittadinanza italiana alla donna che sposa un allogeno…
Il sistema utilizzato dai paesi baltici sui cittadini delle repubbliche ex cccp arrivati dopo il 1945, sul conferire una ” non cittadinanza ” ( nepilsoni pase ) con passaporto grigio, è cosa necessaria per evitare che le d-word attempate e trasandate per via del bodypositive e pretendono l’uomo alfa coi soldi quando o sono sotto il 5 di aspetto o sono con figli avuti da padri precedenti, per disperazione si accoppino con negri e afroasiatici…




Anche io non riesco a provare nessuna compassione.
Sono d’accordisdimo sul fatto di togliere le cittadinanza a chi decide di sposare un immigrato(o anche chi ci figlia).
Come dice zorro: queste stupide poi si lasciano usare per farsi deporre le uova.

Ma poi aggiungo,aveva ancora 31 anni,mica 61….suvvia quanto doveva essere poco attraente???
Io donne molto brutte non ne vedo da decenni ed anche quelle che sembrano poco o per nulla attraenti,qualcuno accanto ce l’hanno sempre.
Ed anche quelle sovrappeso risultano attrarre una pletora di uomini bianchi che le adorano.




Io credo che facciano più fatica gli uomini a trovare qualcuna.




Solite cesse inchiavabili che vanno con l’africano x disperazione.
Ci vorrebbero dei prostituti bianchi x questi casi umani cosi’ si sfogano e non vanno col necro che le usa x deporre le uova.
Il pristituto dovrebbe essere introdotto come le case chiuse e fanculo alla minkia di legge merlin.

















 

 BREAKING NEWS, INVASIONE

PAGAVANO 8MILA EURO PER SBARCARE IN ITALIA: GLI AFFARI D’ORO DEL “RE DELL’ITALIA”

NOVEMBRE 30, 2022




















































Saranno giudicati con il rito abbreviato, in accoglimento della richiesta formulata dai loro legali, nove fra coloro che nel gennaio scorso furono arrestati nell’ambito dell’operazione “Astrolabio”, condotta dal Gico della guardia di finanza di Lecce, in collaborazione con le polizie greca e albanese e con unità mobili di Europol, coordinate da Eurojust (Paesi Bassi), sotto il coordinamento della Dda di Lecce.

“Astrolabio” (nome preso in prestito dall’antico strumento che serviva per eseguire facilmente complessi calcoli astronomici), è stata una delle più grosse offensive degli ultimi anni nel contrasto ai traffici di vite umane su più rotte, compresa quella marittima balcanica che conduce verso le coste salentine. Le indagini, nello specifico, hanno consentito di accertare l’esistenza di ben quattro cellule, distinte e nel contempo interconnesse, con altrettanti capi al comando, che avrebbero gestito il trasferimento di migranti agendo fra Turchia, Albania e Italia.

Fra coloro che si stanno avviando al processo con il rito che consente di ottenere lo sconto di un terzo della pena, vi è proprio uno di questi presunti boss, un personaggio ritenuto di alto profilo dagli investigatori, con tanti e tali agganci da essere conosciuto nell’ambiente come “Il re dell’Italia”. Si tratta di Alaa Qasim Rahima, 38enne iracheno, residente a Fossalta di Piave, in provincia di Venezia; con lui, ovviamente sempre in abbreviato sarà giudicato anche il fratello, Omar Qasim Rahima, 31enne, domiciliato anch’egli a Fossalta di Piave. Entrambi sono difesi dagli avvocati Andrea Maggiulli e Giampaolo Cazzola. Non meno rilevante è ritenuta dagli inquirenti anche un’altra figura che si avvia al processo, quella di Majid Muhamad, iracheno, 52 anni, residente a Bari.

Gli altri presunti sodali sono: Faraidun Hama, 45enne iracheno; Konstantine Broladze, 34enne georgiano; Irakli Khurtsidze, 34enne georgiano, residente a Bari; Mariami Nishnianidze, 22enne georgiana, residente a Bari; Muhamad Seyha, 21enne siriano; Mohamad Malek Bakkour, siriano 34enne. Diversi fra loro, in particolare gli uomini dei Paesi dell’Est, avrebbero svolto in più occasioni il ruolo di scafisti alla guida di imbarcazioni.

Le udienze, davanti al giudice per le indagini preliminari Angelo Zizzari, si apriranno il prossimo 15 febbraio per i fratelli Alaa Qasim Rahima e Omar Qasim Rahima. A seguire, il 14 marzo, sarà la volta dei casi di Konstantine Broladze, Irakli Khurtsidze e Mariami Nishnianidze. Infine, il 19 aprile, toccherà a Majid Muhamad, Faraidun Hama, Muhamad Seyha e Mohamad Malek Bakkour. Il fascicolo sulla vicenda è in mano al pubblico ministero Carmen Ruggiero.

Enorme sarebbe stato il giro d’affari, per milioni di euro, grazie a una fitta rete di fiancheggiatori e scafisti. Associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina, con l’aggravante del reato transnazionale, è il reato contestato. Gli investigatori, anche infiltrandosi in questo tessuto, hanno messo a nudo una rete molto ben strutturata. Un’organizzazione puntigliosa, dai trasferimenti via mare dalle coste turche, greche o albanesi verso i litorali dell’Italia meridionale (soprattutto quelli della provincia di Lecce, ma anche di Brindisi e calabresi), fino alle destinazioni finali: Germania, Austria, Belgio, Gran Bretagna, Paesi Bassi.

Quattro, come detto, le cellule individuate, ognuna con un leader riconosciuto. Due di questi gruppi avrebbero agito direttamente in Italia. Uno sarebbe stato diretto dal summenzionato Alaa Qasim Rahima, l’ultimo terminale di una catena lunga migliaia di chilometri. Sarebbe stato lui, con i suoi mezzi e i suoi uomini, a coordinare il trasferimento di migranti irregolari – specie siriani – sia su varie parti del territorio italiano, sia in altre nazioni europee. In sostanza, grazie a un’estesa rete di collaboratori disseminati ovunque, anche in Grecia, avrebbe gestito il trasferimento di stranieri dalla Turchia verso vari stati dell’Unione europea. Majid Muhamad, invece, si sarebbe occupato soprattutto di recuperare gli scafisti dai luoghi d’approdo, nel Salento o persino in Calabria , per ospitarli in alberghi di Bari, agevolandone poi il trasferimento verso la Grecia e la prosecuzione del viaggio sino al rientro in Turchia.

Le indagini hanno permesso anche di confermare come avvenisse il passaggio di denaro per i vari pagamenti: attraverso l’antico metodo detto sarafi o a awala, cioè fondato sull’esistenza di una sorta di circuito clandestino di intermediari finanziari. Sistema utilizzato anche dai migranti per pagare il prezzo del trasporto. Mediamente, 6mila euro a testa per ogni migrante, per quanto riguarda i viaggi da Grecia o Albania. Fino a 7-8mila euro, per salpare dalla più lontana Turchia.

Si tratta di una materia particolarmente vasta, considerando l’esistenza di quattro canali. Per chi volesse approfondire, suggeriamo gli articoli scritti nel giorno del blitz: Quattro boss, un esercito di scafisti e un fiume di denaro: così gestivano i traffici; L’inchiesta giornalistica che ha anticipato gli investigatori; Lo sfuggente iracheno che dalla Turchia gestiva enormi traffici; Il “Re dell’Italia” che garantiva viaggi verso tutto il nord dell’Europa. Quest’ultimo, in particolare, è un approfondimento sul ruolo di Alaa Qasim Rahima.
















TORNA IL CANNIBALISMO  IN AFRICA, OPPURE NON E' MAI CESSATO.




 BREAKING NEWS, ESTERI, VIDEO

GUERRA RAZZIALE IN CONGO, I CONNAZIONALI DI KIENGE SI MANGIANO TRA LORO: TORNA IL CANNIBALISMO

NOVEMBRE 30, 2022



































Con il suo berretto verde militare, pantaloncini e calzini sporchi di fango, Michel Nganhi sembra più giovane dei suoi vent’anni. Si fa fatica a pensare che sia già padre di due bambini, un maschio di due anni e una femmina appena nata. Michel, insieme a sua moglie e ad altri 300mila sfollati, è in fuga dalla regione del Kivu, dove si sta consumando nella Repubblica democratica del Congo si è riaffacciata una pratica terribile, macabra, inumana, ma molto africana: il cannibalismo.

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E’ l’eterna guerra razziale africana tra Hutu e Tutsi (noti in Italia come watussi) sostenuti dal Ruanda. Twa e Hutu, sono le tre razze africane presenti in Congo, Ruanda e Burundi nella regione africana dei Grandi Laghi.

Da sempre si odiano e da sempre si scannano. Letteralmente: milioni di morti a colpi di machete, ci vuole un certo impegno.

Di solito in Congo la maggioranza etnica locale era impegnata nel mangiare i pigmei:














Dietro questi ribelli paramilitari ci sono grossi finanziatori desiderosi di mettere le mani su quelle terre ricche di risorse minerarie..
non mi stupirei che dietro questi video strappalacrime ci siano gli stessi che spingono i ribelli.
a farne le spese, sono solo la povera gente




hanno gia preso tutto
piu e’ basso il QI medio della popolazione,
piu e’ facile depredarli

Se in Padania fossero tutti leghisti,
gli avrebbero gia tolto tutto
e sarebbe una zona piu povera dell’africa.




Madonna santa Caronte, sei una spina nel culo.



Il Congo e’ ricco di legno, rame, cobalto, coltan, diamanti, oro, zinco, uranio, stagno, argento, carbone, manganese, tungsteno, cadmio e petrolio..




Visto quello che ci sono costati e ci costano, avremmo il diritto di prosciugare tutte quelle risorse naturali e lasciarli a mangiarsi tra loro.




🤣🤣🤣🤣🤣

















 BREAKING NEWS, FRIULI, INVASIONE, VENTIMIGLIA, VIDEO

IMMIGRATI: A TRIESTE DISTRUGGONO TUTTO E A VENTIMIGLIA STUPRANO LE MINORI – VIDEO

NOVEMBRE 30, 2022





































I due confini terrestri dell’Italia, uno in entrata, Trieste, l’altro in uscita, Ventimiglia, sotto l’assedio dell’orda afroislamica.

Sul caso di cui abbiamo parlato ieri:

Sullo scempio che i migranti infliggono ormai da tempo, e impunemente, a Trieste, la misura è stra-colma: e il sindaco della città, Roberto Dipiazza, ha deciso di denunciarlo. E con tanto di motivazioni filmate in un video postato su Facebook, che registra lo sfregio inferto a suon di atti vandalici, gratuiti e ingiustificabili. Sanitari divelti, sporcizia sparsa e accumulata ovunque. Impianti e strutture danneggiate, porte smontate, e chi più ne ha, più ne metta. E il primo cittadino, sconfortato almeno quanto indignato, lo sottolinea a chiare lettere nel video, dicendo sconfortato: «Tutto, hanno distrutto tutto, e a questo punto io non faccio nulla per loro…».

 

Il video parla chiaro, più di tante parole. E mostra i danni che hanno provocato i migranti ospiti al campo scout di Prosecco, sul Carso di Trieste dove, come illustra lo stesso sindaco nel girato, sono stati distrutti alcuni servizi igienici e diversi arredi; e dove si vedono dovunque cumuli di immondizia e brandelli di sfacelo. E vedere quelle immagini di distruzione, comminata in sfregio all’accoglienza preposta a fronte di un’emergenza fin qui relegata nell’indifferenza internazionale. Quelle sequenze commentate nel loro susseguirsi dalle parole del sindaco Dipiazza, suscita un moto di sconcerto e di sdegno.

«Cari concittadini, tutti mi chiedono di fare qualcosa per questi extracomunitari che abbiamo in città: “Mettiamoli di qua, mettiamoli di là”. Ma dove li abbiamo messi, come potete vedere dalle immagini, hanno distrutto tutto», rileva con tono disarmato il primo cittadino nella sua denuncia social, rilanciata dal sito de Il Giornale. Un disarmo che nasce dal riscontrare una totale assenza di riconoscenza, di anche un vago senso di apprezzamento…

Immagini, quelle che Dipiazza commenta, che scolpiscono virtualmente un messaggio di assoluto non rispetto per chi si fa carico di un flusso di arrivi ininterrotto di chi, battendo la rotta balcanica, filtra e passa attraverso il confine orientale del nord est. In spregio alle leggi. Alle pattuglie delle forze dell’ordine in servizio. Agli accordi internazionali. Ai controlli. A droni e telecamere. Sull’onda di chi si propone e pone il problema di un’ospitalità che diventa, ogni giorno che passa, sempre di più difficile gestione. Perché a Trieste arrivano dalla rotta balcanica a centinaia ogni giorno.

Non solo. A Ventimiglia i respingimenti da parte della polizia francese addossa sulle spalle di città come Trieste il problema dell’accoglienza, elevandolo all’ennesima potenza. E intanto, in Piazza della Libertà, una delle più importanti della città, dove si trova la stazione ferroviaria, ogni giorno, tra il tardo pomeriggio e la sera, arrivano numerosi i migranti provenienti dalla rotta balcanica. Ondate di arrivi che oscillano da un estremo all’altro: a seconda dei mesi, dei controlli, delle espulsioni.

E allora non si capisce davvero perché, da quelle immagini che raccontano la devastazione e ne ostentano implicitamente la rivendicazione, i migranti accolti a Trieste comunichino solo disprezzo. Arroganza. E maleducazione. Un messaggio che – e questo certo non stupisce – porta il sindaco Dipiazza a chiedersi in conclusione: «Perché dobbiamo spendere i soldi dei cittadini italiani? Perché dobbiamo dare assistenza a chi si comporta in questa maniera? Perché dobbiamo andare a cercare altri posti per sistemarli, se poi distruggono tutto?»…

Le autorità italiane si riprendono i clandestini respinti dalla Francia, collaborando attivamente nel blocco in uscita, mentre quelle slovene rifiutano di riprendersi i clandestini che arrivano a Trieste e, anzi, un tribunale italiano ha vietato i respingimenti nel Paese Ue di confine. Ecco che l’Italia si trova nel mezzo.

Cosa aspetta il governo ad inviare militari a presidiare la frontiera orientale, invece di inviare armi al nazistoide di Kiev e tenere soldati in Libano per fare una marchetta ai cartaginesi?









Se i confini fossero sigillati e gl’invasori respinti,
quante Italiane non sarebbero state stuprate?
Quanti Italiani non sarebbero stati feriti o uccisi?
Quante Italiane non verrebbero ogni giorno stuprate?
Quanti Italiani non verrebbero ogni giorno feriti o uccisi?
Se i Sacri Confini della Madrepatria fossero difesi con ogni mezzo dalle Forze Armate,
Pamela Mastropietro, Desirée Mariottini, Ermanno Masini, Alessandro Carolé, Daniele Carella, Maurizio Gugliotta, Stefano Leo, Mirko Farci, Christian Martinelli e tantissimi altri, vittime di violenze improvvise ineluttabili e gratuite sarebbero ancora vivi.
Nella putredinosa mente dei meticcionisti, queste domande non passano neanche per l’anticamera del cervello marcescente.
Gl’invasori che percuoto, rapinano, stuprano e uccidono pagheranno come fossero cittadini qualsiasi, no?
Una masnada di universalisti ha deciso di annientare il Popolo Italiano mediante il sesso interrazziale e quasi nessuno se n’è accorto!!!
La maggioranza degl’invasori clandestini sono stati fatti sbarcare dalla Guardia negriera!!!
Stupratori della Madrepatria!!!
L’abisso di Edipo, in confronto al nostro, all’abisso dei meticcionisti, è niente!
Infamia!!!
TERRORE AMMONIMENTO RIMPROVERO
AI TIRANNI DI FUORI AI VIGLIACCHI DI DENTRO!


















GOVERNO SCIOGLIE LE COOP DEI SOUMAHORO: MA CI SONO 104.500 SCROCCONI IN HOTEL

NOVEMBRE 30, 2022








Il governo ha deciso lo scioglimento delle coop della famiglia Soumahoro.


Lo «scioglimento» della cooperativa Aid e la «messa in liquidazione coatta» della Karibù. È quanto hanno proposto gli ispettori del ministero del Lavoro per le due cooperative gestite dalla suocera e dalla moglie del deputato Aboubakar Soumahoro. A renderlo noto è stato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, nel corso del Questione time alla Camera, dove FdI aveva presentato un’interrogazione sulla vicenda. Dalla risposta di Urso è emerso anche come nel corso degli anni le due cooperative siano state oggetto complessivamente di oltre 50 ispezioni, subendo multe per oltre mezzo milione di euro.

Gli ispettori del ministero del Lavoro, ha chiarito Urso, «hanno proposto lo scioglimento» della cooperativa Aid, mentre per Karibù «si è conclusa ieri l’istruttoria culminata con la proposta di messa in liquidazione coatta amministrativa per eccessivo indebitamento». «Mi appresto dunque a nominare i commissari liquidatori», ha spiegato il ministro, ricordando anche che «il ministero dell’Interno ha informato che la prefettura di Latina, negli anni dal 2017 al 2019, a seguito di 22 ispezioni, ha applicato circa 491mila euro di sanzioni alla cooperativa Karibù. E che negli anni 2018-2022, a seguito di 32 ispezioni, sono state comminate sanzioni nei confronti di Aid per un ammontare complessivo di circa 38mila euro».

Alle coop della suocera di Soumahoro negli anni oltre 50 ispezioni e mezzo milione di multe
Il ministero del Lavoro, invece, ha comunicato che anche l’Ispettorato territoriale del lavoro di Latina «ha ricevuto 20 richieste di intervento concernenti cooperative in questione e ha attivato la procedura conciliativa monocratica per il riconoscimento degli emolumenti dovuti da corrispondere ai lavoratori».

Le altre centinaia di coop, a cominciare da quelle vaticane per finire a quelle gestite dall ‘ndrangheta, continuano invece a fare affari:








































 BREAKING NEWS, UE

BUROCRATI UE VIETANO LA BUSTINA DI ZUCCHERO: “DEVONO SPARIRE DAI BAR

NOVEMBRE 30, 2022








I fancazzisti Ue vogliono fare sparire la bustina di zucchero dai banconi dei bar di tutti i Paesi dell’Unione Europea.

Nella proposta di regolamento sugli imballaggi presentata oggi dalla Commissione UE vengono espressamente vietati gli imballaggi monouso anche per lo zucchero nel settore Horeca (hotellerie-restaurant-café). Saranno messi al bando “bustine, tubetti, vassoi e scatole”. Verranno proibiti, se la proposta non sarà modificata dai colegislatori, “imballaggi monouso nel settore Horeca, contenenti singole porzioni o porzioni, utilizzati per condimenti, conserve, salse, creme per il caffè, zucchero e condimenti, ad eccezione di tali imballaggi forniti insieme ad alimenti pronti da asporto destinati al consumo immediato senza necessità di ogni ulteriore preparazione”.

Di conseguenza, se la proposta passerà così com’è, la bustina di zucchero sarà proibita per tornare alle grandi amiche dei virus, le zuccheriere.

Al di là della questione in sé: vi sembra normale che dei burocrati si occupino di vietare qualcosa? Che decidano se un bar può usare una cosa piuttosto di un’altra?

Insomma, vi potete strafare di droga ma niente bustine di zucchero.









E cosi’ falliranno molte altre aziende…l’ue va devastata, arata, disintegrata e ste merde mandate tutte alla vivisezione.