martedì 25 novembre 2025

IN AMERICA IL SINDACO MUSSULMANO HA GIA' VIETATO LE BANDIERE DEI GAY. HAI VISTO SCHLEIN CHE IL TUO SINDACO MUSSULMANO ODIA I GAY? PENSA QUANDO ANCHE IN ITALIA SRA' COSI GRAZIE A VOI E GLI ANTI FASCISTI COSA VI FARANNO, NOI ETERI NON ABBIAMO PAURA, LA PAURA LA DOVETE AVERE VOI GAY. ADESSO FESTEGGIA PER IL SINDACO MUSSULMANO SE TI RIESCE CARA SCHLEIN, POI QUANDO CI SARA' LA LEGGE ISLAMICA IN ITALIA, CESSI SOCIALI SPARISCONO, LE LESBICHE E I FROCI LI' FARANNO FUORI.


SIETE SOLAMENTE IL LORO CAVALLO DI TROIA
In America, nella città di Hamtramck (Michigan), il primo sindaco musulmano Amer Ghalib e il consiglio comunale a maggioranza islamica hanno vietato l’esposizione delle bandiere LGBT sugli edifici pubblici.
Una decisione che ha scatenato polemiche e imbarazzo, proprio quella parte della politica che aveva esaltato la sua elezione come trionfo del multiculturalismo ora si ritrova tradita.
Questa vicenda è il classico esempio di incoerenza progressista, da un lato, si celebrano simboli di inclusione e diversità, dall’altro, quando quei simboli entrano in conflitto con valori religiosi tradizionali, improvvisamente la “tolleranza” si dissolve e il risultato a questo punto è un cortocircuito ideologico, chi predica diritti universali si ritrova a difendere chi li nega.
È evidente che la stessa politica che si riempie la bocca di parole come “uguaglianza” e “diritti civili” si scontra con le conseguenze delle sue scelte identitarie.
Hamtramck era stata portata ad esempio come città modello di convivenza multietnica; oggi diventa il simbolo di come il multiculturalismo, quando non è guidato da principi chiari e coerenti, può trasformarsi in un boomerang.
Non si tratta di un episodio isolato, ma di un segnale chiaro l’ideologia progressista, incapace di stabilire gerarchie di valori, finisce per contraddirsi e implodere.
La bandiera arcobaleno, che doveva essere il vessillo dell’inclusione, viene bandita proprio da chi era stato celebrato come paladino della diversità.
E allora la domanda è inevitabile: quanto vale davvero la coerenza nella politica, perché se i diritti sono negoziabili a seconda del contesto, allora non sono diritti, ma slogan.



 























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