sabato 29 novembre 2025

LA PROTETTRICE DEI TERRORISTI E DEI COMUNI CRIMINALI ISLAMICI SAN BENEDETTA SCUDERI SCRIVE QUESTE MINKIATE:






Benedetta Scuderi

 L’espulsione dell’imam Mohamed Shahin è un atto politico autoritario. Non una misura di sicurezza.

E quando il diritto viene usato per criminalizzare il dissenso, lo Stato di diritto è in pericolo.
Parliamo di un uomo che vive in Italia da quasi vent’anni, un noto oppositore del regime di Al-Sisi, un Paese dove i dissidenti vengono torturati e scompaiono nelle stesse carceri in cui è stato ucciso Giulio Regeni.
Nonostante questo, il Ministero dell’Interno ha revocato il suo permesso di soggiorno e disposto il rimpatrio. Il giudice ha poi convalidato il rimpatrio e Shahin è stato trasferito al CPR di Caltanissetta, lontano da famiglia e avvocati. La libertà di espressione, quando non è violenta, non può diventare un motivo per far sparire una persona in un CPR.
Espellere un dissidente rischia di spezzare legami di fiducia costruiti negli anni tra istituzioni, comunità religiose e territorio. A Torino, nel quartiere di San Salvario, in tanti ieri sono scesi in piazza: residenti, Anpi, CGIL, il pastore valdese, rappresentanti delle comunità religiose. Tutti a dire una cosa semplice: così si spaccano comunità che hanno lavorato per anni alla convivenza e al dialogo.
Per questo, anche noi, chiediamo l’immediata sospensione dell’espulsione, il pieno rispetto della procedura d’asilo e delle garanzie di legge, e trasparenza da parte del Ministero dell’Interno.



































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