martedì 2 agosto 2022

 BREAKING NEWS, RAZZISMO

CIVITANOVA, FILIPPO FERLAZZO RESTA IN CARCERE: QUANDO LA VITTIMA È AFRICANA I GIUDICI APPLICANO LA LEGGE

AGOSTO 1, 2022













Quando la vittima non è italiana i magistrati applicano, giustamente, la legge. A parti invertite l’africano sarebbe già ai domiciliari a godersi il reddito di cittadinanza.

Resta in carcere Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, l’operaio di 32 anni che venerdì scorso ha pestato a morte l’ambulante nigeriano 39enne Alika Ogorchukwu in strada, a Civitanova Marche (Macerata). Lo ha deciso il gip di Macerata Claudio Bonifazi dopo l’udienza di convalida dell’arresto che si è tenuta oggi nel carcere di Montacuto (Ancona).
Nell’ordinanza che dispone la custodia in carcere il giudice fa riferimento all’arrestato come soggetto violento e con elevata pericolosità sociale, oltre che alla presenza di “evidenti gravi indizi di colpevolezza” e del pericolo di reiterazione del reato: in attesa dei risultati dell’autopsia, osserva il gip, sembra evidente che il decesso sia dovuto all’aggressione. Il giudice fa riferimento anche a un “disturbo bipolare” per il 32enne che però dovrà essere approfondito.
Durante l’udienza di convalida, al quale ha preso parte anche il pm e procuratore di Macerata facente funzione Claudio Rastrelli, Ferlazzo ha chiesto scusa per ciò che ha fatto e, come ha riferito la sua legale, avv. Roberta Bizzarri, “ha chiarito che non c’è stata alcuna motivazione di tipo razziale” e che “a prescindere dal colore della pelle avrebbe comunque commesso quel gesto ‘bruttissimo’”. La Procura contesta le accuse di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e di rapina. Domani, alle 11, all’ospedale di Civitanova Alta (Macerata) verrà eseguita l’autopsia.

Pensate che società ridicola. Se uccidi uno perché ti sta antipatico va bene, se lo fai per “motivazioni razziali” allora è più grave. Ovviamente, non vale nel 99 per cento dei casi: quando la vittima è italiana.

E, comunque, Lamorgese è molto più pericolosa di Ferlazzo per la società. Fa sbarcare terroristi e stupratori, perché è a piede libero?








minchia Ferlazzo sarebbe un tipo violento e pericoloso per la società? 😡 minchia gli immigrati sono al 100%100 molto più pericolosi degli animali e adesso i pericolosi siamo noi!!!!
il rovescio della Medaglia


 BREAKING NEWS, CAMPANIA, CORONAVIRUS, INVASIONE, VAIOLO SCIMMIE

“MIGRANTI CONTAGIATI”. AUTORITÀ BLOCCANO SBARCO MA LORO SCENDONO LO STESSO: STESSA ONG DEI RIFIUTI INFETTI 🤡

AGOSTO 1, 2022
















Lamorgese e Draghi vanno processati per disastro ambientale e procurata epidemia. Le Ong perseguite come organizzazioni terroristiche: perché è quello che sono. Questa è la stessa ong sotto inchiesta per avere scaricato in Italia rifiuti infetti.

La nave è arrivata questa mattina in porto a Salerno ma il presidente della Regione Vincenzo De Luca ha interrotto lo sbarco: a causa di un focolaio Covid, alla ong veniva intimato di non far proseguire lo sbarco. Tuttavia, la discesa dei migranti non è stata interrotta.

Nel comunicato diramato dal presidente della Regione è impossibile non cogliere la vena polemica di De Luca, che sottolinea come la nave Ocean Viking sia “attraccata nel porto di Salerno senza nessuna comunicazione preventiva”. Al di là di questa annotazione da parte del presidente della Regione, nel suo comunicato De Luca spiega che “è stata accertata dai primi sbarchi di migranti, la presenza di un numero elevato di soggetti positivi al Covid”. Per tale ragione, sottolinea il presidente della Regione Campania, “si ritiene indispensabile a questo punto – con la sola eccezione dei minori non accompagnati – il blocco degli sbarchi e lo stato di quarantena a bordo per tutti gli occupanti della nave in attesa della verifica puntuale della situazione sanitaria da parte delle competenti autorità della sanità marittima”. Davanti alla sussistenza di un focolaio Covid, infatti, “è doveroso impedirne l’estensione”.

La decisione del presidente della Regione è stata supportata anche dal Comune di Salerno: “Il Comune è impegnato a garantire il supporto logistico a tutta l’operazione coordinata dal ministero degli Interni e allo stesso tempo a vigilare su ogni problematica inerente la sicurezza e la salute tanto dei migranti quanto della popolazione. Si concorda pertanto con l’indicazione della Regione Campania di stabilire una quarantena precauzionale a bordo per i migranti, eccezion fatta per i minori, essendo stati già accertati diversi casi di Covid”.

Tuttavia, pare che le operazioni non si siano mai interrotte nonostante l’indicazione ufficiale del presidente della regione Campania. È rimasta inascoltata la richiesta di De Luca e del Comune di Salerno di far rispettare la quarantena a bordo della nave. La protezione civile, di volta in volta, distribuisce mascherine, panini e succhi di frutta ai migranti che, dopo le operazioni di foto-segnalamento, vengono trasferiti con pullmini in via Dei Carrari, nella sede della Protezione Civile, dove prosegue l’iter per lo smistamento nei centri individuati.

E’ urgente Salvini al Viminale.




















De Luca suuuukaaaaaaaa non conti un cazzo, paga 1500 euro pure ai negri di merda e mettiti un cornetto in testa che ti trombano moglie e figlia coglione

 BREAKING NEWS, INVASIONE

UE VIETA ALL’ITALIA DI BLOCCARE NAVI ONG: CHI SI DICE EUROPEISTA NON VA VOTATO

AGOSTO 1, 2022








Chi si dice europeista non può essere votato da un vero patriota. Perché ammette un’Italia a sovranità limitata. Ogni riferimento a Meloni è puramente voluto. FdI è pieno di mediocri moderati che potrebbero stare nel partito di Calenda.

Niente più stop nei porti per le navi delle ong: lo ha deciso la corte di giustizia dell’Ue. Le navi di organizzazioni umanitarie dedite alla ricerca e soccorso di persone in mare possono essere sottoposte a controlli da parte dello Stato di approdo, il quale però può adottare provvedimenti di fermo “soltanto in caso di evidente pericolo per la sicurezza, la salute o l’ambiente”, cosa che spetta allo Stato stesso dimostrare. Una decisione che dà ulteriore libertà alle ong. Una decisione contraria rispetto a quanto dichiarato solo pochi mesi fa da un’avvocato della corte Ue.

La sentenza è figlia del caso che ha visto coinvolte le navi Sea Watch 3 e 4, che vennero ispezionate nell’estate del 2020 dalle autorità italiane nei porti di Palermo e di Porto Empedocle. A seguito dei controlli, rilevando irregolarità, le autorità stabilirono il fermo in porto. Contro il provvedimento, la ong tedesca proprietaria di entrambe le navi ha fatto ricorso al Tar della Sicilia, sostenendo che le Capitanerie avrebbero violato la direttiva Ue 2009/16, interpretata alla luce del diritto internazionale, superando i poteri che ha lo Stato di approdo.

La Corte Ue affonda le Ong: “Il blocco alle navi è lecito”
Per arrivare alla decisione, il Tar del Lazio si è rivolto alla corte di giustizia dell’Ue che, riunita in grande sezione, ha dichiarato che la direttiva deve essere interpretata tenendo conto delle norme del diritto internazionale che gli Stati sono tenuti a rispettare, a cominciare dalla Convenzione sul diritto del mare e da quella per la salvaguardia della vita umana in mare. La convenzione stabilisce l’obbligo di prestare soccorso alle persone in pericolo o in difficoltà in mare. La seconda, invece, dispone che le persone che si trovano a bordo di una nave non devono essere computate ai fini della verifica del rispetto delle norme di sicurezza in mare. Ciò significa che, per la corte di giustizia dell’Unione europea, il mero numero delle persone a bordo, anche se molto superiore a quello autorizzato, non può costituire una ragione che giustifichi un controllo.

Tuttavia, una volta che le persone salvate sono state sbarcate, allora lo Stato di approdo può ispezionare la nave, per controllare il rispetto delle norme di sicurezza in mare. Ma spetta l controllante, quindi allo Stato di approdo, l’onere della prova, ossia di dimostrare in modo “concreto e circostanziato” che esistono “indizi seri” di un “pericolo per la salute, la sicurezza, le condizioni di lavoro a bordo o l’ambiente”.

Nel caso in cui l’ispezione riveli l’esistenza di carenze, lo Stato di approdo può adottare le azioni che ritiene necessarie, purché siano “necessarie, adeguate e proporzionate”. Nel caso in cui lo Stato di approdo verifichi che una nave battente bandiera di un altro Stato membro (in questo caso la Germania) presenti carenze che comportano un pericolo per la sicurezza in mare, o addirittura un pericolo evidente che ne giustifichi il fermo, la Corte sottolinea l’importanza del principio di leale cooperazione tra i due Paesi, quello di approdo e quello di bandiera, che devono cooperare e coordinarsi nell’esercizio dei rispettivi poteri.

Il prossimo governo deve fregarsene della Ue e agire a difesa dei confini nazionali. Le Ong devono essere dichiarate per quello che sono: organizzazioni terroristiche e le loro navi sequestrate. Le corti europee, di fatto in mano alle organizzazioni di Soros che ne finanziano i giudici, vanno ignorate e l’Italia deve uscire il prima possibile da questa gabbia di matti.














Nostra signora da’ Grarbatella è una colla sveglia al collo,sempre al passo coi tempi: infatti lei dichiaratamente atlantista ed europeista.
Prima o poi avranno bisogno di un medium perchè dinanzi alla futura real politik che avrà a che fare coi BRICS,loro continueranno a parlare coi morti.

 BREAKING NEWS, CRIMINI IMMIGRATI, MARCHE

CIVITANOVA, ORA LE DONNE DEVONO LASCIARSI MOLESTARE DAI NIGERIANI

AGOSTO 1, 2022
















Gli Alpini che dicono alle donne “sei bellissima” è una “grave molestia sessuale”. Un nigeriano che insegue una donna, la prende per il braccio pretendendo soldi “non è nulla di che”. Di questo passo arriveremo allo ‘ius primae noctis’ per gli africani. Dovrete consegnare volontariamente le vostre donne. Chi rifiuta è ‘razzista’. Che poi, come si evince dalle parole dell’avvocato del Ferlazzo, è IL REATO.

Convalidato l’arresto di Filippo Ferlazzo, il 32enne accusato dell’omicidio del 39enne nigeriano Alika Ogorchukwu in corso Umberto I a Civitanova. L’uomo resta in carcere. L’udienza davanti al gip Claudio Bonifazi si è tenuta a Montacuto stamattina. L’avvocata Roberta Bizzarri all’uscita dal carcere di Montacuto «Ha chiesto più volte scusa alla famiglia – ha spiegato all’uscita dal carcere di Ancona l’avvocato difensore del 32enne, Roberta Bizzarri – e a specifica domanda ha chiarito che non c’è stato alcun movente razziale, tanto è vero che è anche la procura concorda su questo e non è stata contestata alcuna aggravante razziale. A prescindere dal colore di pelle della vittima, il gesto bruttissimo sarebbe stato comunque quello». Il 32enne ha fornito al giudice la sua versione dei fatti, in particolare per quanto riguarda l’accusa di rapina. «Ha ribadito – continua il legale – che si è trovato con il telefono della vittima in mano credendo fosse il suo e che quindi non c’era nessuna volontà di rapinare». Le accuse restano comunque quelle di omicidio volontario e rapina. Il pm Claudio Rastrelli e il gip Claudio Bonifazi Resta comunque l’intenzione della difesa di chiedere una perizia psichiatrica, perché si ritiene che Ferlazzo sia affetto da un disturbo di personalità bipolare e borderline. Tanto che la madre, Ursula Loprete, è stata nomina sua amministratrice di sostegno. «Io credo – ha sottolineato l’avvocato Bizzarri – che sia anche interesse della procura valutare le sue condizioni di salute». Risulta che in passato il 32enne fosse stato sottoposto a Tso e prima ancora fosse stato in comunità di recupero? «Non ho documentazione – risponde il legale – che attesti o neghi né l’una, né l’altra circostanza. Posso solo confermare al momento che ad aprile scorso aveva effettuati due accessi al pronto soccorso di Civitanova a causa della sua patologia». Aveva concordato con i medici di prendere un appuntamento con uno psichiatra. Poi era tornato a Salerno, dalla famiglia, per delle questioni personali, i tempi si sono allungati e l’appuntamento è slittato. E’ vero che la madre l’aveva denunciato per alcuni episodi di violenza? «Non mi risulta neanche questo», dice sempre l’avvocato Bizzarri. Filippo Ferlazzo Nato in Austria, Ferlazzo risiedeva a Salerno e da qualche mese era arrivato a Civitanova, dove era andato a convivere con la compagna Elena, 45 anni. Aveva trovato lavoro, con un contratto di un mese, in un’azienda metalmeccanica della città alta. Venerdì pomeriggio la coppia stava passeggiando lungo corso Umberto I, quando all’altezza della stazione è stata avvicinata da Alika, che ha chiesto loro, come era solito fare, qualche spicciolo. Elena ha raccontato agli inquirenti che il 39enne l’ha presa per un braccio, per lasciarla subito dopo. Niente di particolare, tanto che lei stessa ha confermato di non essere per niente rimasta turbata dall’episodio. E infatti Ferlazzo e la sua compagna hanno continuato a camminare come niente fosse. Poi mentre lei è entrata in un negozio, il raptus. Ferlazzo ha inseguito Alika, gli ha strappato dalle mani la stampella e l’ha colpita con quella. Una volta a terra gli è si è buttato sopra e l’ha finito a mani nude. In quattro minuti, tanto è durata l’agonia di Alika. Domani sarà svolta l’autopsia all’obitorio di Civitanova, affidata al medico legale Ilaria De Vitis, nominata dal procuratore facente funzioni Claudio Rastrelli, che coordina le indagini di Squadra mobile e commissariato di Civitanova. Il legale della famiglia di Alika, Francesco Mantella, ha già nominato due consulenti di parte. Mentre la difesa di Ferlazzo non ha intenzione di farlo «perché la dinamica dell’accaduto è pacifica», sottolinea l’avvocato Bizzarri.

Non è normale che un africano si permetta di prendere una donna per il braccio esigendo soldi. E’ normale solo nel mondo dei maschi beta fumati dall’uso di canne. Uso ampiamente diffuso nelle redazioni dei giornali e nelle burocrazie di Stato.






A parte che l’accattonaggio in Italia è vietato, perché insistere?





SALE A 44 MILA 500 I CLANDESTINI SBARCATI IN ITALIA DALL'INIZIO DELL'ANNO





🚨SBARCANO 500 INVASORI, COSTE ITALIANE STUPRATE DA MUSULMANI E SCAFISTI DI STATO

AGOSTO 1, 2022












Sessantotto clandestini che si trovavano a bordo di una barca a vela sono stati presi in carico dalla cosidetta Guardia di Finanza a qualche miglio di distanza dalla costa di Le Castella di Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone.

Si tratta di musulmani partiti dalla Turchia, che sono arrivati a ridosso dalle coste crotonesi senza essere intercettati.

Solo successivamente, quando sono stati avvistati da Le Castella, un mezzo navale della Guardia di finanza di stanza a Crotone è intervenuto per trainare l’imbarcazione nel porto della città. Scafisti di Stato.

A bordo solo dieci donne. Le operazioni di sbarco, coordinate dalla Prefettura di Crotone, si sono svolte sotto la supervisione dell’Ufficio immigrazione della Questura.

Gli scrocconi sono stati quindi condotti dai mezzi della Croce rossa italiana nel famigerato centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto, noto per essere stato gestito dalla ‘ndrangheta in sinergia con la Chiesa.

Ed è arrivata nel porto di Salerno la famigerata “Ocean Viking”, la nave della Ong che nei giorni scorsi ha prelevato 400 clandestini in acque maltesi. A bordo solo 29 donne.

Sulla banchina del molo 3 gennaio c’erano anche il prefetto di Salerno, Francesco Russo ed il questore Giancarlo Conticchio, oltre ai rappresentanti dell’amministrazione comunale e ai volontari della protezione civile. Tutta una banda di parassiti di Stato ai quali paghiamo lo stipendio perché distruggano la nostra società.

Salerno presenta una macchina del business dell’accoglienza ben rodata, soprattutto in considerazione delle decine di sbarchi ospitati negli scorsi anni.

Lo sbarco dei migranti è stato oggetto ieri degli attacchi politici di Fratelli d’Italia e Lega, che parlano di “decisione scellerata”.







 

 BREAKING NEWS, CRIMINI IMMIGRATI

STUPRATA PERCHÉ DIFENDE L’AMICA DA BRANCO IMMIGRATI: TUTTE VIOLENTATE

AGOSTO 1, 2022







Giornali senza vergogna. “Violentata perché tenta di difendere l’amica da uno stupro di gruppo: condannato anche un umbro”. L’umbro è un immigrato, che poi lo stesso articolo definisce ‘spoletino’. Serve una rivoluzione culturale contro gli intellettuali d’alto bordo.

Violentata perché tenta di difendere l’amica da uno stupro di gruppo. Il collegio penale del tribunale di Como ha depositato le motivazioni delle pesanti condanne inflitte alla fine dell’aprile scorso a tre giovani, tra cui Emanuel Dedaj, all’epoca dei fatti 24enne residente a Spoleto, per lo stupro di due 17enni. I fatti risalgono alla notte tra l’8 e il 9 agosto 2018 e si sono consumati, secondo quanto emerso al processo, nel parcheggio del Lido di Menaggio.

Violentata perché tenta di difendere l’amica da uno stupro Le due minorenni erano, infatti, in villeggiatura sul lago di Como e hanno denunciato di essere state vittima di una violenza sessuale da parte di alcuni ragazzi maggiorenni conosciuti quella sera in un bar. I giudici hanno condannato a a 8 anni di reclusione Gheorghe Rotaru, moldavo di 24 anni, mentre gli altri due imputati, Nicholas, 25 anni di Chiesa in Valmalenco, e lo spoletino Dedaj sono stati condannati a 7 anni.

Condannato anche un umbro Entrambe le ragazze hanno subito violenze sessuali, seppur in momenti differenti, tanto che la prima vittima, che quella sera aveva bevuto, non aveva compreso che anche l’amica era stata stuprata, peraltro solo perché intervenuta in suo soccorso. Il dettaglio è emerso dalle motivazioni della sentenza che sono state pubblicate nelle ultime ore dal quotidiano La Provincia: «Ero arrabbiata con lei – sarebbero state le parole della adolescente che aveva alzato il gomito quella sera d’estate – pensando che mi avesse abbandonato. Ma non sapevo cosa le fosse successo e quando l’ho scoperto ho avuto tantissimi sensi di colpa per non esserle stata vicina».














Imparano a dare retta ad immigrati di merda

 BREAKING NEWS, ECONOMIA

CGIL VUOLE PIÙ IMMIGRATI: O RISCHIAMO DI NON AVERE PIÙ DISOCCUPATI IN ITALIA

AGOSTO 1, 2022






























La Cgil è preoccupata perché potrebbero non esserci disoccupati.

La crisi demografica impatterà sul mercato del lavoro, e “fra vent’anni il
bacino dei potenziali lavoratori subirà una netta diminuzione, -6,8 mln di persone, mentre la popolazione non in età da lavoro (under 15 e over 64) registrerà una robusta crescita, +3,8 mln”. Lo si apprenda da una ricerca della Fondazione di Vittorio (Cgil).

E il calo demografico incide già sul tasso d’occupazione,la cui crescita recente è anche un effetto ottico determinato “dalla contrazione della popolazione in età lavorativa”.

Un dramma. Si rischia di non avere italiani disoccupati. Quindi dobbiamo importare immigrati: la Cgil è a libro paga dei padroni.



 



Ovvio, perché per vivere dovremo dipendere dalla generosità dello Stato che ci darà quel tanto che basta in cambio della cieca obbedienza totale.






Fra 20 anni spero di essere in pensione. A quanto ammonterò, e soprattutto se me la pagheranno gli immigrati di seconda o terza generazione, è tutto da vedersi.
Ne dubito comunque, e per allora sarò troppo vecchio per ‘fare qualcosa’. Saremo tutti troppo vecchi ed ostaggio di acciacchi e debolezze.