RUSSIA LASCIA ISOLA DEI SERPENTI: “MISSIONE COMPIUTA”, UCRAINA BEFFATA
GIUGNO 30, 2022
La mossa di Putin per togliere ogni scusa per i ‘corridoi del grano’:
Dimostrazione di forza. Possono fare quello che vogliono quando vogliono.
La mossa di Putin per togliere ogni scusa per i ‘corridoi del grano’:
Dimostrazione di forza. Possono fare quello che vogliono quando vogliono.
A proposito di questa notizia:
Il rimpatrio volontario assistito dei migranti è uno degli strumenti della politica migratoria dell’Ue. Il concetto è quello di assicurare a chi decide di tornare nel proprio Paese d’origine un “ritorno sicuro in condizioni rispettose della dignità umana, ma anche un sostegno, in beni e servizi, finalizzato all’avvio di un percorso di reintegrazione sociale ed economica”. Motivi, questi per il quale questa opzione dovrebbe avere sempre la priorità rispetto al rientro forzato in patria dopo l’espulsione dal territorio nazionale. Ma quanti sono stati i rimpatri volontari dal 2018 ad oggi in Italia? Pochissimi.
In Germania, ad esempio, stando ai dati contenuti nel report, nel 2019 sono state concluse 13.053 procedure di rimpatrio volontario. In Francia nello stesso anno sono stati 8.781 i migranti riportati a casa di loro sponte. E in Italia? Appena 384. Neanche aggiungendo il numero dei rimpatri forzati (6.549 nel 2019, a cavallo tra l’era Salvini e quella Lamorgese) si può competere con i colleghi europei. Ma non è finita. Se si guarda ai numeri di casa nostra si nota anche come a fronte di una quota sempre maggiore di arrivi (sono 26.922 gli stranieri sbarcati in Italia dall’inizio dell’anno, a fronte di 6.715 ingressi del 2020) i rimpatri sono stati sempre meno.
Nel 2018, con il leader della Lega al Viminale ad essere rimpatriati in modo volontario sono stati 1.185 migranti, assieme ai 6.425 accompagnati in modo coatto nel Paese d’origine. Con l’avvento del ministro Luciana Lamorgese questo numero si è abbassato a 346 nel 2021, mentre i rientri forzati sono scesi a 3.420. La curva degli arrivi, invece, segue un trend decisamente opposto, con il numero degli ingressi che è passato da 23mila nel 2018 a 67mila nel 2021. Insomma, dal 2018 al 2021 c’è stato soltanto un rimpatrio volontario ogni cento migranti sbarcati, l’1,60 per cento.
La Corte dei Conti prova ad individuare le ragioni del flop italiano analizzando i virtuosismi praticati Oltralpe. In Francia e Germania ci sono procedure semplificate, un utilizzo più efficace delle risorse (“impiegate soprattutto per potenziare le possibilità di reinserimento dei migranti nei Paesi d’origine”), la presenza di un “unico ente attuatore”, l’efficacia della comunicazione sulla possibilità di accedere al rimpatrio volontario, fornita al momento del rigetto della domanda d’asilo. Per quanto riguarda l’Italia, invece, la Corte dei Conti ha rilevato, tra le altre cose, “la mancanza di collegamenti tra le procedure di asilo e quelle di rimpatrio”, “l’assenza di un sistema di gestione dei rimpatri valido ed integrato”, “la difficoltà nel localizzare i migranti rimpatriabili e nel monitorare le partenze volontarie” e “la difficile cooperazione con i paesi terzi di origine dei migranti”.
Il tutto a fronte di cospicui finanziamenti: 111 milioni di euro arrivati dal Fondo europeo per i rimpatri dal 2007 al 2015 e 399milioni messi a disposizione successivamente dal Fondo europeo asilo, migrazione e integrazione (FAMI). L’analisi della Corte dei Conti, che arriva nelle stesse settimane in cui si registrano un’impennata degli approdi sulle nostre coste e l’assalto ai confini europei nella enclave spagnola di Melilla, ovviamente fa discutere.
A protestare è la Lega che se la prende con l’attuale ministro dell’Interno: “Pochissimi rimpatri, nonostante la presenza di fondi ad hoc, e porti aperti: questa la politica dell’accoglienza indiscriminata voluta dal Pd, che ha portato a sbarchi record nel 2022, i numeri più alti degli ultimi anni e oltre 700 morti in mare. Vite risparmiate quando la Lega era titolare del Viminale, ma a quanto pare i naufragi non fanno più scandalo, soprattutto se a causarli sono scelte che vanno ad aiutare un business di cui traggono profitto anche i trafficanti di esseri umani”, osserva l’eurodeputata Annalisa Tardino. “Con l’estate ormai arrivata e il boom di sbarchi di clandestini, rivolgiamo un nuovo appello all’Ue e al ministro Lamorgese: dopo gli sconvolgenti fatti di Melilla, dove sono morti anche agenti di polizia, è necessario un intervento immediato”, incalza.
“In Europa – conclude la leghista – non c’è posto per tutti, l’accoglienza va riservata solo a chi ne ha davvero diritto e chi scappa dalla guerra. Non possiamo assistere a ulteriori invasioni e mettere in pericolo i nostri cittadini”.
Comunque sia, uno Stato serio non chiede ai clandestini di andarsene, li carica su aeri militari e li riporta da dove sono partiti. Se non viene dato permesso di atterraggio, li lancia. Con o senza paracadute.
La risposta del presidente russo alle stronzate di Johnson e della compagna Trudeau.
I leader occidentali a torso nudo? Disgustosi. Vladimir Putin risponde ai leader dei Paesi del G7 che, in occasione del vertice appena concluso al castello di Elmau, in Baviera, si sono lasciati andare a stupidaggine sul torso nudo che notoriamente il Presidente russo ama sfoggiare durante battute di pesca o caccia.
I nove (oltre ai leader dei sette Paesi anche la Presidente della Commissione Ue e il Presidente del Consiglio Ue) offrirebbero uno “spettacolo disgustoso” se si spogliassero, ha detto Putin da Ashgabat, dove si è recato per il vertice dei Paesi del Caspio che si è tenuto, intorno a un tavolo rettangolare enorme, con i 5 leader dei Paesi rivieraschi rigorosamente in giacca e cravatta, abbassando ulteriormente il livello del dibattito.
Contrariamente a lui, i capi di Stato e di governo dei sette Paesi non fanno sport, esercizio fisico, abusano di alcol e hanno pessime abitudini, ha aggiunto. “Non so come vogliano spogliarsi, se sotto o sopra la cintura. Ma penso che in entrambi i casi sarebbe uno spettacolo disgustoso”.
A dare inizio a Elmau era stato, non avrebbe potuto essere altrimenti, il Premier britannico Boris Johnson dicendo che tutti potevano togliersi i vestiti per “far vedere che siamo più forti di Putin”.
La palla era stata raccolta, senza sforzo apparente, dal Premier canadese Justin Trudeau, secondo cui i leader avrebbero potuto cercare di emulare le immagini di Putin, con l’immagine di una cavalcata a torso nudo. “Oh, yes. Una cavalcata è la cosa migliore”, aveva aggiunto von der Leyen. “Dobbiamo mostrare loro i nostri pettorali”, la conclusione di Boris Johnson, che non sembra al massimo della forma fisica e apprezzare l’alcol, a giudicare quantomeno dai subject delle mail che inviava agli ospiti dei suoi party a Downing street.
povere merde
BREAKING NEWS, LOMBARDIA, POLITICA
Lunedì sera il parlamentare leghista Zoffili è stato minacciato da un uomo che gridava morte a Salvini. «Non avrei mai immaginato una cosa del genere in centro, ho denunciato ai carabinieri»
«Ma non l’hanno ancora ammazzato Salvini?». Quella che pareva una stupida provocazione si è trasformata in un tentativo di aggressione ai danni del deputato Eugenio Zoffili. I fatti risalgono alla serata di lunedì, il consigliere leghista ha trovato rifugio nella sede del partito di via Plinio e ha chiamato il 112. Indagano i carabinieri di Erba, Matteo Salvini ha assicurato che sporgerà a sua volta denuncia.
Ora che si sono calmate le acque, Zoffili ha deciso di raccontare l’accaduto. «È successo lunedì intorno alle 19.30, poco prima della seduta di insediamento del consiglio comunale. Avevamo in programma una riunione del partito nella nostra sede di via Plinio, per poi spostarci in municipio. Ho parcheggiato la macchina e stavo camminando verso l’ingresso, quando ho sentito un urlo proveniente dal bar lì vicino: “Ma non l’hanno ancora ammazzato Salvini?”».
Appena si è girato, Zoffili ha visto delle persone davanti al bar. «Onestamente pensavo fosse una provocazione amichevole, o addirittura uno scherzo da parte di qualcuno che mi conosce. Erano le 19.30, eravamo nel cuore della città, mai avrei pensato a qualcosa di serio. Quindi ho risposto scherzando “No, prima devono passare sul mio corpo” e ho fatto per avvicinarmi a quelle persone, per capire se le conoscessi».
Nei TG dicono che è stato grazie agli eroici bombardamenti dell’esercito ucraino.
Si…razzi laser e petomani da competizione mangia borlotti!:-):-)