venerdì 1 febbraio 2019

SI FINGONO MINORI, MA POI HANNO DAI 35 ANNI AI 44 ANNI, E PER DI PIU' SONO TERRORISTICI..

IL TERRORISTA AMRI SBARCÒ COME FINTO ‘MINORE’, QUANTI SULLA SEAWATCH?





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A chi parla dei "bambini di Sea Watch" ricordiamo che anche il terrorista Anis Amri si dichiarò 17enne allo sbarco, nonostante ne avesse 19. Diede fuoco al centro e fu difeso dall'@ AvvRELoFaro di Open Arms. Uscito dal carcere andò a Berlino e uccise l'italiana @Bizia e altri 11.


Il terrorista tunisino sbarcò in Italia a febbraio del 2011, assieme alle altre migliaia di tunisini che in quei mesi lasciarono il paese in seguito alla famigerata primavera araba. Quando venne identificato, Anis Amri dichiarò, come molti adulti, di essere minorenne e dunque fu trasferito in un centro di accoglienza per minori in Sicilia.
L’avvocata che oggi difende l’ong Open Arms divenne così tutore del minore che farà strage al mercatino di Berlino Berlino.
La Ong spagnola Proactiva Open Arms, a marzo nominò come difensore proprio l’avvocato catanese Rosa Emanuela Lo Faro, in seguito all'apertura delle indagini presso la Procura di Catania di Carmelo Zuccaro.
Dopo qualche mese di permanenza nel centro il tunisino partecipò ad una violenta rivolta e commise diversi reati. Diventato nel frattempo maggiorenne, venne dunque arrestato, processato e condannato a 4 anni.
Dal carcere, Amri uscì nella primavera del 2015. Ma questa è un’altra storia, la cosa che ci interessa qui è che la stessa persona che difese Amri oggi difende una ong che traghetta altri clandestini come Amri.
Alcuni non imparano. Chi scrive avrebbe rimorsi a sapere di avere aiutato un terrorista islamico che ha ucciso innocenti. E di certo eviterebbe di difendere chi altri potenziali terroristi sta traghettando.
Invece no. Loro continuano.
E’ evidente una cosa: se lo avessero abbattuto sul barcone che lo conduceva a casa nostra, o quantomeno respingerlo invece di raccattarlo, ci sarebbero 12 vittime in meno.
E, chissà, quante vittime ci saranno grazie ai 47 sbarcati ieri.

POLITICA DEI PORTI CHIUSI CI HA FATTO RISPARMIARE 1,3 MILIARDI





I porti chiusi hanno permesso un crollo degli sbarchi dai 181.436 del 2016 e dai 119.369 dell 2017 ai 23.370 del 2018.
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Nel periodo di governo populista, con Salvini al Viminale, sono sbarcati 9.839 clandestini contro i 55.613 dell’anno precedente, con Minniti ministro.
Questo significa che la politica dei porti chiusi è alla base del calo dello sbarco di circa 46 mila immigrati. Un crollo di circa l’83 per cento. Che ha accelerato a dicembre a – 85 per cento.
All'inizio di quest’anno, il mese di gennaio vede un crollo ancora più accentuato:


Con le Ong fuori dalla Libia, crollano gli sbarchi nel primo mese dell’anno: Parliamo di zero sbarchi da settimane. Ai 155 andranno aggiunti 1 o 2 clandestini della Sea Watch, quelli che rimarranno, così dicono, in Italia. Se questo porterà al sequestro della nave, o comunque ad indagini che la terranno in porto per mesi,

Siamo passati dai 4.182 del 2018 (con ancora governo PD) ai 155 di quest’anno: 4.027 in meno.
La politica dei porti chiusi ha, quindi, ridotto gli sbarchi di oltre 50 mila unità.
Questo, calcolando a 2 anni la permanenza media, significa un risparmio di 35x(365×2)x50000 , ovvero 1.277.500.000
Parliamo di molto di più di un miliardo di euro risparmiato.


SEAWATCH, NAVE NON CONFORME: NON POTRÀ LASCIARE CATANIA





“Non conformità”a bordo,Sea Watch ferma a causa di una”serie di non conformità” riguardo alla sicurezza della navigazione e alla normativa a tutela dell’ambiente marino, la Sea Watch non potrà lasciare il porto di Catania.


@SeaWatchItaly è in stato di fermo a per ordine delle autorità italiane a cause di irregolarità della nave . @seawatchcrew @seawatch_intl

Lo rende noto la Guardia Costiera, dopo l’ispezione amministrativa a bordo. Le non conformità “dovranno essere risolte anche con l’intervento dell’Amministrazione di bandiera” (cioè l’Olanda), con Capitaneria di Porto e Guardia Costiera
A bordo il nuovo equipaggio, per ora nessuna misura nei confronti di quello uscente.


SALVINI LASCIA A MALTA I CLANDESTINI DI CONTE – VIDEO



Come avevamo anticipato, i clandestini che le settimane scorse sono stati scaricati a Malta da Sea Watch 3, con la promessa di Conte di prendercene anche in Italia, non sono mai arrivati. E non arriveranno mai:
Stacey Spiteri, portavoce degli Interni e della Sicurezza nazionale maltese, commentando lo sbarco dei 47 migranti a bordo della Sea Watch 3, attacca l’Italia: «degli otto Paesi che all’inizio di gennaio avevano accettato di accogliere i 49 migranti a bordo della Sea Watch e della Eye Watch fatti sbarcare a Malta, solo l’Italia non ha ancora avviato alcun contatto con il governo della Valletta. Tutti i Paesi che si erano impegnati a prendere i migranti sbarcati a Malta il 9 gennaio scorso – continua Spiteri – ad eccezione dell’Italia, hanno preso contatti con il personale tecnico maltese, questi Paesi stanno rispettando i loro impegni. L’unico Paese – dice la portavoce – che non ha contattato Malta per quanto riguarda i suoi impegni è l’Italia. Malta si augura che non si tratti di una decisione politica delle autorità italiane, ma di una questione tecnica».
Speraci.
Mentre ancora non si sanno i numeri precisi (10-15-17) di quanti clandestini Conte abbia trattato in un eccesso di caldane adolescenziali, quelli che sappiamo è che difficilmente arriveranno mai in Italia. Intanto, Salvini ha preteso che i clandestini vengano registrati a Malta ed è lì, secondo il regolamento di Dublino, che dovranno chiedere asilo.

Ricordate i clandestini sbarcati a Malta nel precedente viaggio della Sea Watch. Vi avevamo detto: I clandestini di Conte non arriveranno mai in Italia E infatti, chi li stava aspettando protesta: «Quando abbiamo chiesto conto dei tempi – spiega Paolo Naso, responsabile del progetto Mediterranean Hope per la Federazione delle chiese valdesi italiane 




PORTA RAVIOLI AI PROFUGHI: LORO LI GETTANO VIA SCHIFATI – VIDEO




In questo reportage sull'invasione afroislamica di Calais, si comprende come, questa invasione, venga favorita da un manipolo di ricchi nullafacenti che li sfama a base di ravioli, in attesa che partano illegalmente per la GB.

“Abbiamo dei ravioli e del paté per tutti”, dice la donna dall'aria alquanto stupida (tutti quelli che vogliono l’invasione sono dei disadattati mentali) nell'indifferenza degli ‘ospiti’.
La risposta dei ‘poveri migranti affamati’, che hanno ‘bisogno dell’essenziale’ è perentoria: non gliene frega nulla dei ravioli e del paté (che poi vedremo rigorosamente Halal, il che ci dice che i coloni sono islamici, e gli xenofili dei completi idioti totalmente asserviti ai loro deliri), vogliono gas.
Poi, il dialogo prosegue, con i ‘profughi’ che disquisiscono sulla qualità del cibo. Sono affamati, c’è da capirli.
Il video mostra in modo perfetto la stupidità degli invasati dell’accoglienza, con vette di masochismo, quando vediamo la depravata etnica gustare con le dita dove avevano sbavato i clandestini, per dimostrare ‘la bontà della propria merce’. Mettendo così a rischio chi poi entrasse in contatto con lei. A dimostrazione di come, certi individui, vadano internati: per la ‘salute pubblica’.
Ma alla fine il colpo di scena: i coloni gettano i ravioli, perché “Non sono di loro gradimento”, e la xenofila se ne va. Lezione di vita.

AFRICANA: “IN ITALIA TROPPI IMMIGRATI VENGONO PER FARSI MANTENERE” – VIDEO





“Per ogni persona che affoga in mare ce ne sono 4-5 che muoiono ancora prima di arrivare sulla costa libica, attirate dalla visione che hanno dell’Europa”.
A denunciarlo Christine Mariam Scandroglio, ragazza ivoriana.
Lo spiega all'ingresso del Comune di Napoli e parla di immigrazione.
Intercettata lunedì 28 gennaio da Mario Maggio, consigliere di Fratelli d’Italia nella IV Municipalità e volto noto in città per le sue battaglie di prima linea – ed in diretta facebook – contro le degenerazioni riconducibili alla massiccia presenza di stranieri nei quartieri e per le vie del centro storico e della stazione centrale, Christine Mariam Scandroglio precisa che interviene in qualità di confederale UGL sulle politiche dell’immigrazione. Dice: “A Napoli c’è una invasione di emigranti africani. Fenomeno che nessuno meglio di noi africani conosce”.
Dosa e scandisce le parole, attribuendo ad alcune significato superiore: “Bisogna distinguere: da una parte ci sono gli emigrati africani che arrivano in maniera regolare, attraverso le ambasciate, con visto turistico, per motivi di studio o attraverso la Chiesa ed i canali umanitari perché effettivamente perseguitati. Poi ci sono clandestini e richiedenti asilo.

Questi ultimi giungono qui ingolositi dall'opportunità di guadagnare la diaria di due euro al giorno nei centri di accoglienza che permette loro di mandare a casa 35-40 euro al mese.
Più il vitto e l’alloggio, ovviamente.
“Per ottenere questa forma di assistenzialismo sono disposti anche a rischiare la vita. Mi indigna la narrazione sbagliata che qui si fa dell’Africa per creare le condizioni per lo sviluppo del business dell’accoglienza. Chi ad esso è contrario non è razzista. Anzi, mi fa specie la strumentalizzazione al contrario”. Fantastica.
La proposta: “Occorre cooperazione, non assistenzialismo. Non capisco perché non si parli con le Ambasciate, con i Consolati, con i Governi di quegli Stati e con l’Unione Africana al fine di realizzare spot espliciti, ad esempio, circa la situazione che queste persone troverebbero in Libia se affrontassero una traversata che è sempre sinonimo di strage”.
L’immigrazione deve essere ridotta al minimo, perché altrimenti è invasione. E oggi, non possiamo permetterci un immigrato in più, anzi, dobbiamo mandarne via centinaia di migliaia, venuti qui “ingolositi dalla diaria”. E non solo.
I GATY DI MILANO PROTESTANO PER I PORTI APERTI COSI:

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