IL BLOCCO STRADALE E' INCOSTITUZIONALE SE VIENE FATTO ILLEGALMENTE. LA SINISTRA ANCORA UNA VOLTA GIRA LA SENTENZA DI TORINO IN UNA FACCETTATURA DISTORTA A PRO SUO....
Nulla di nuovo dalle aule giudiziarie. Assistiamo purtroppo all’ennesimo capitolo di una saga già vista: sentenze che continuano a rimettere in discussione scelte politiche assunte nel pieno rispetto del mandato ricevuto dagli elettori italiani.
L’ultimo esempio? L’argomentazione contenuta nella memoria depositata da un PM di Torino, secondo cui l’incriminazione del blocco stradale attuato con il proprio corpo rischierebbe di calpestare i diritti di riunione e di sciopero tutelati dagli articoli 17 e 40 della Costituzione. Nella stessa memoria si legge che i blocchi del traffico sarebbero “connaturati alle manifestazioni” e che l’arresto del percorso fa parte della “fisiologia dei cortei”.
La Magistratura dovrebbe applicare la legge, non fare opposizione politica.
Se per una determinata parte della magistratura impedire ai cittadini di andare al lavoro, bloccare il traffico o, peggio ancora, ostacolare il raggiungimento di un ospedale è considerato un fatto “fisiologico” delle proteste, per noi non è così. La difesa a oltranza di questi comportamenti non ha nulla di giuridico: ci sembra un fatto meramente ideologico.
Chi blocca l’Italia non sta manifestando un diritto, sta calpestando quello degli altri. E chi legittima il caos danneggia il Paese intero.
Le occasioni perse presentano sempre il conto, come quelle di poter cambiare la giustizia. Una giustizia politicizzata è una piaga che gli italiani che faticano ogni giorno non possono più tollerare.
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