LA BRIGATISTA SALIS E MIMMO LUCANO ALLA FINE HANNO FATTO LA PASSERELLA A CUBA:
Ilaria Salis e Mimmo Lucano a Cuba, insieme ad altre decine di attivisti di sinistra, dovevano portare solidarietà.
Alla fine hanno portato solo l’ennesima lezione di ipocrisia.
Alcuni giorni fa, diversi membri di questa spedizione “umanitaria”, presentata come una missione per aiutare il popolo cubano, sono finiti al centro di una polemica pesantissima: hotel di lusso, pullman climatizzati e una passerella politica che ha indignato molti cubani.
Mentre i cubani vivono tra repressione, povertà e blackout, la “flotilla” della sinistra offre l’ennesimo spettacolo di propaganda travestita da solidarietà.
Una cubana in esilio negli Stati Uniti ha scritto parole durissime:
“Questa è una gigantesca presa in giro dell'intero popolo cubano. La sinistra visita Cuba come se fosse una festa allo zoo e va ad ammirare la miseria da un hotel di lusso. È oltraggioso.”
E come darle torto.
Con quale coraggio Ilaria Salis parla di solidarietà verso il popolo cubano, se poi tutto questo finisce tra comfort, hotel e propaganda?
La durata del tutto, per Salis, è di appena 48 ore.
E siamo davvero sicuri che il popolo cubano abbia bisogno di attivisti in vacanza?
Salis non ha dato una lezione di libertà.
Ha dato l’ennesima prova di incoerenza.
Perché la libertà non si usa come slogan da esibire in trasferta.
E la sofferenza di un popolo non può diventare il set perfetto per la propaganda di chi con il comunismo continua ancora oggi ad avere fin troppa familiarità.
Altro che difesa degli ultimi.
Altro che libertà.
Questa è la sinistra da copione: sempre pronta a fare la morale agli altri, ma capace solo di trasformare la miseria di un popolo nell’ennesima cartolina ideologica.
Ieri, archiviata in fretta la parentesi cubana, Ilaria Salis era già in viaggio con me verso Bruxelles.
Il popolo cubano resta a fare i conti con la realtà. Altri tornano semplicemente alla normalità.
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