sabato 31 maggio 2025

 

"Che figata il mare in Sardegna, ma i referendum...". L'incredibile post della Salis

L'appello al voto dell’europarlamentare di Avs dalle splendide spiagge sarde è un clamoroso autogol











Una riscossa popolare dalle spiagge della Sardegna. Possiamo riassumere così l'incredibile appello al voto di Ilaria Salis comparso poche ore fa sui suoi profili social. Schierata da Avs per promuovere i referendum dell'8 e 9 giugno, l'europarlamentare lombarda ha deciso di pubblicare una sua foto in costume nel mare di Cala Sinzias, nelle acque cristalline del Sarrabus. Ma la reazione del popolo del web non è stata esattamente quella che l'ex maestra lombarda si aspettava.

Andiamo per gradi. La Salis oggi ha fatto tappa nella sua Sardegna - il padre è nato nell'isola - prima per visitare il Cpr di Macomer (definito "una prigione etnica") e poi per promuovere il suo libro "Vipera" a Cagliari. La politica si è dunque concessa qualche ora di svago al mare: lecito, assolutamente lecito. Ma sponsorizzare i referendum con una immagine vacanziera non è stata una scelta felicissima. Anzi.

"Che figata andare al mare, soprattutto nelle splendide spiagge libere della Sardegna" l'esordio della Salis accanto alla sua foto in costume: "Ma mi raccomando: tra una settimana, l’8 e il 9 giugno, tutte e tutti a votare al referendum. È un appuntamento importante: contro il precariato, per la cittadinanza, per dare un segnale di riscossa popolare". Contro il precariato dalle acque cristalline, che meraviglia. Ed ecco lo slogan finale: "Prima il voto, poi al mare, o in montagna, o dove preferite. Dai che se vinciamo, ce la godiamo ancora di più".

Non sono mancati gli attacchi personali - assolutamente da condannare - ma c'è anche chi ha ironizzato sulle spiagge libere, ricordando le battaglie della Salis per le occupazioni: "Ecco visto che sono libere non le occupare". Gioco, partita, incontro.


Nessun commento:

Posta un commento