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CLANDESTINI DEVASTANO HOTSPOT LAMPEDUSA: “DOBBIAMO RICARICARE I NOSTRI SMARTPHONE”
APRILE 10, 2023
L’assalto di Pasqua: 1.200 clandestini sui barconi, quasi 1900 a Lampedusa
Il direttore ha fatto visita all’hotspot di Lampedusa lo scorso 2 aprile e ha rilevato come, pur di avere i telefoni sempre carichi, in parte per comunicare con la famiglia e in parte per informare i trafficanti che li hanno messi sulle carrette del loro arrivo, non si preoccupano di distruggere l’impianto elettrico della struttura. È emerso, infatti, che gli ospiti dell’hotspot sradicano le prese della corrente elettrica, ma anche i condizionatori e creano degli allacci, naturalmente abusivi, per mettere sotto carica i telefoni cellulari. Tutti beni e servizi che vengono acquistati e realizzati con i fondi dello Stato, che vengono distrutti a loro uso e consumo. Inoltre, in uno dei padiglioni dove c’è una perdita d’acqua, i telefonini vengono invece messi in carica mentre i migranti tengono i piedi in mezzo all’acqua. Non soltanto danni, e anche enormi, all’hotspot di Lampedusa, ma concreto rischio di restare fulminati per quanti, fra gli ospiti della struttura, effettuano questo genere di operazioni.
Ovviamente, l’Italia ripristinerà il sistema elettrico per garantire le condizioni di vivibilità dell’hotspot e il direttore ha chiesto che vengano acquistati dei totem con 100 punti di ricarica per fare in modo che nessuno rischi la vita ma anche che tutti abbiano il telefono sempre carico. D’altronde, i video che arrivano dall’hotspot di Lampedusa si trovano frequentemente nei profili social che promuovono le partenze verso l’Italia e in qualche modo dovranno pur realizzarli. Ma tra le varie criticità dell’hotspot c’è anche quella del cancello arrugginito, 3 metri per 3, di circa 300 chili, che è appoggiato alla rete metallica alla quale è agganciato con fil di ferro. Secondo fonti della Questura, il cancello verrà rimosso, perché è un concreto pericolo, nelle prossime ore.
La coop che gestisce l’hotspot, però, si sfila dalle responsabilità di manutenzione straordinaria e ordinaria della struttura: “La manutenzione dell’hotspot non è incombenza dell’ente gestore. Il contratto tra la Prefettura di Agrigento e la ditta incaricata della manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura si è concluso 31 dicembre scorso e non è stato rinnovato”. Così dichiara in una nota la cooperativa Badia Grande, che si occupa della gestione dell’hotspot di Lampedusa, in merito agli allacci abusivi fatti dai migranti per collegare e ricaricare i telefoni cellulari e alla perdita d’acqua in uno dei padiglioni dove gli ospiti mettono sotto carica i telefonini.
Garibaldi che hai fatto. Hai creato un Italia piena di merde italiane traditrici per un piatto di lenticchie. Magari fossimo ancora sotto i borboni o gli austriaci.