domenica 3 ottobre 2021

ERAVAMO UN PAESE TRANQUILLO, ORA GRAZIE AL PD E ALLA SINISTRA SIAMO UNA FOGNA AFRICANA




 BREAKING NEWS, INVASIONE, VIDEO

INVASI DAI MIGRANTI: “ERAVAMO UN PAESE TRANQUILLO, ORA SIAMO UNA FOGNA” – VIDEO

OTTOBRE 2, 2021





































Con l’arrivo di ieri è salito a 36 il totale degli sbarchi (32 solo a Roccella Ionica) che finora si sono finora verificati nel solo tratto di costa della Locride negli ultimi tre mesi e mezzo. Migliaia quelli sbarcati in Calabria. E’ un’invasione islamica.

Arrivano i migranti infetti: “Eravamo un paese tranquillo, ora siamo una fogna”.

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E’ così in tutta Italia: dove arrivano loro arriva il degrado e la tranquillità finisce. L’Italia è diventata una fogna a cielo aperto ‘grazie’ all’immigrazione.


E in Sardegna, nei dintorni del famigerato centro di accoglienza di Monastir:

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Dal centro escono i clandestini che vanno a razziare case e negozi e molestano le donne:



Rapine, pestaggi e clandestini: arrestato un altro clandestino nel centro di accoglienza di Monastir

Era stato espulso dall’Italia appena un anno fa ma ha deciso di tornare nel nostro Paese nonostante i divieti. Per questo un cittadino algerino 33enne è stato arrestato nel centro di accoglienza di Monastir dopo essere sbarcato nei giorni scorsi in Sardegna. L’Africano era già stato espulso dal nostro Paese nel 2020 con divieto di 








Dove eravate 10 anni fa quando cominciarono gli sbarchi massicci??? A votare pd? A fare gli aperitivi? A far finta che “Andrà tutto bene”?????????????




Come se per fare previsioni del genere siano necessarie lauree in astrofisica, fisica quantistica e statistica.

Cazzo, basta aprire gli occhi e guardare gli altri famigerati melting pot che tanto piacciono ai radical chic.

Lord Mandelson, noto ministro laburista britannico e super ricchione disse nel 2013:

“Quando ero un rivoluzionario marxista, eravamo tutti a favore di più immigrazione possibile. Non perché ci piacessero gli immigrati, ma perché non ci piaceva come era la società britannica. Abbiamo visto gli immigrati – da qualsiasi luogo – come alleati contro la società conservatrice che il nostro Paese era ancora alla fine degli anni Sessanta. Volevamo usarli come grimaldello. Inoltre, ci piaceva sentirci ‘superiori’ alle persone comuni – di solito delle zone più povere della Gran Bretagna – che videro i loro quartieri improvvisamente trasformati in presunte “comunità vibranti”. Se avevano il coraggio di esprimere le obiezioni più miti, subito li accusavamo di razzismo. Era facile. Noi studenti rivoluzionari non vivevamo in tali aree “multietniche” … Ci interessava e ci siamo curati della grande rivoluzione silenziosa che già allora cominciava a trasformare la vita dei poveri inglesi? No, per noi significava che il patriottismo e la tradizione potevano sempre essere derisi come ‘razzisti’. E significava anche servi a basso costo per i ricchi della nuova classe media privilegiata … Gli immigrati non facevano e non fanno il genere di lavoro che facevamo noi. Non erano una minaccia per noi. Ma per la gente normale. L’unica minaccia per noi poteva venire dai danneggiati, dal popolo britannico, ma potemmo sempre soffocare le loro proteste, suggerendo che erano ‘moderni fascisti’ … Mi sono sentito profondamente, irrimediabilmente triste per quello che ho fatto e per non aver detto nulla in difesa di coloro le cui vite sono state stravolte, senza che fosse loro mai stato chiesto il permesso, e che sono stati avvertiti in modo molto chiaro che, se si fossero lamentati, sarebbero stati disprezzati e reietti. Definiti ‘razzisti’ “.

Estratto dal libro White guilt edito da Passaggio al bosco.







Ma sparategli.








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