giovedì 9 settembre 2021

 BREAKING NEWS

CASSAZIONE: SÌ AL CROCIFISSO IN CLASSE, MA INSIEME A MAOMETTO

SETTEMBRE 9, 2021









































Questa decisione è di fatto un gross colpo per entrambe le religioni. Ci saranno molte polemiche, ma sopratutto gli Islamici porterano vi subito i bambini dalle scuole, è un bene per noi. 



L’Italia è uno Stato laico, ma di cultura cristiana. Questa equiparazione di ‘tutte le religioni’ è offensiva verso la nostra storia: non siamo una nazione posticcia come gli Stati Uniti, Nè un esperimento giacobino come la Francia. Siamo gli eredi di Roma. L’unico simbolo che può essere affiancato al crocifisso è un bel littorio romano.

Secondo la Cassazione il crocifisso nella aule scolastiche, simbolo della religione cristiana e della nostra identità, può essere affisso perché non discrimina nessuno. Nemmeno gli invasori islamici.


Ma attenzione, perché anche loro “potrebbero chiedere l’affissione di simboli diversi dal crocifisso” a patto che la decisione sia frutto di un accordo condiviso. In sostanza, decretato il no al veto arbitrario e discriminatorio, i togati lasciano la decisione finale alla comunità scolastica. E così ci troveremo Maometto appeso accanto al crocifisso.

La Cassazione si è espressa nell’ambito del ricorso presentato da un docente, destinatario di un provvedimento disciplinare scattato quando, rivendicando libertà di insegnamento e di coscienza in materia religiosa, il prof si era opposto alla circolare di un dirigente scolastico di Terni che ordinava di esporre il crocifisso in aula.

Ebbene, proprio a partire dal contenzioso appena citato, i giudici di Cassazione hanno stabilito che il crocifisso a scuola risponde a criteri della «tradizione culturale di un popolo». Pertanto, l’affissione non può essere vietata, ma può essere accompagnata a «simboli di altre confessioni». Fermo restando che, all’interno della comunità scolastica, va trovato un accordo. O meglio: una «soluzione condivisa».

Insomma, l’Italia non è cristiana, ma è una sorta di bordello multireligioso in balìa dei conquistatori.

«L’affissione del crocifisso, al quale si legano, in un Paese come l’Italia, l’esperienza vissuta di una comunità e la tradizione culturale di un popolo, non costituisce un atto di discriminazione del docente dissenziente per causa di religione».

L’aula può accogliere la presenza del crocifisso quando la comunità scolastica interessata valuti e decida in autonomia di esporlo. Eventualmente accompagnandolo con i simboli di altre confessioni presenti nella classe. E in ogni caso ricercando un ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi. Il docente dissenziente non ha un potere di veto o di interdizione assoluta rispetto all’affissione del crocifisso, ma deve essere ricercata, da parte della scuola, una soluzione che tenga conto del suo punto di vista e che rispetti la sua libertà negativa di religione.

Nel caso concreto le Sezioni Unite hanno rilevato che la circolare del dirigente scolastico, consistente nel puro e semplice ordine di affissione del simbolo religioso, non è conforme al modello, e al metodo, di una comunità scolastica dialogante. E che ricerca una soluzione condivisa nel rispetto delle diverse sensibilità. Ciò comporta la decadenza della sanzione disciplinare inflitta al professore.

Il prossimo Parlamento deve essere costituente e riscrivere la costituzione in senso nazionalista e patriottico. Ma non basterà: perché la presenza di donne in burqa e di chi vuole Maometto in classe è solo l’espressione di un problema, non il problema. Il problema è la presenza islamica in Italia. Che deve essere ridotta a poche migliaia di individui. Ospiti. Non colonizzatori.






Andate in Oman ad appendere il crocefisso e vediamo se sono democratici.
Bergoglio se ci sei batti un colpo



Piuttosto che gli venga un colpo!





Decisione salomonica che tenta di dissimulare il malcelato fine di continuare a ideologicizzare le menti dei bambini. I genitori dovrebbero incazzarsi a questo punto, come hanno fatto negli USA quando hanno beccato l’insegnante antifa con la bandiera antifa e il ritratto di Mao appesi in classe che dichiaratamente voleva trasformare gli alunni in rivoluzionari.

Come scrivo sempre, gli italiani si meritano tutto quello che accade loro.

Se avessi poteri divini per un giorno, cari lettori, rimarreste soddisfatti voi e anche i progressisti. Su due mondi separati da intere galassie, ovviamente.





I genitori Cattolici ( esclusi quindi i cattocomunisti) non dovrebbero neanche mandare i figli nelle scuole pubbliche. Esiste l’istruzione parentale, utile anche per sottrarli ai 10 vaccini obbligatori. Comunque una decisione frutto della meravigliosa costituzione (tutti sono uguali senza distinzioni, ecc.) e della libertà religiosa del Vaticano imposta dagli anni ’60




Non sono d’accordo, entrambi i simboli religiosi affissi nelle aule, sono una boiata assurda. Si crea contrasto e confusione, per generare poi la famosa società liquida inerte, manovrabile e comandabile a piacimento dell’elite. Proprio questo è quello che vogliono, ma non ne faranno mai parte perché non si vogliono mescolare.







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