venerdì 27 agosto 2021

 I CURRICULUM VITAE DEI CLANDESTINI E': UNA SERIE DI PRECEDENTI PENALI IN LARGA PARTE IMPORTANTI. 


BREAKING NEWS, CRIMINI IMMIGRATI, ROMAGNA

STUPRATORE NIGERIANO NON PUÒ ESSERE ESPULSO: IL PRIMO STUPRO NON VALE

AGOSTO 27, 2021




































Su questa notizia:

Nigeriano irrompe in negozio per violentarla: “Non urlare o ti ammazzo”

https://vr-media.storage.googleapis.com/video/cre_80/encoded/e052408f-8582-4f0e-8fe4-290d5bf258e2.mp4 «Mi ha scaraventata contro il muro, poi mi ha buttata per terra e come un demonio mi è volato addosso: voleva violentarmi. Mi metteva la mano sul collo e mi diceva: “Non urlare o ti ammazzo, non urlare o ti ammazzo”. Mi sono divincolata e gli ho dato un morso più forte che potevo. …





Il nigeriano ha curriculum criminale ricco di precedenti.

Il 37enne africano è lo stesso che nel dicembre 2019 fu protagonista di un episodio simile, a una manciata di metri dal più recente agguato.


La negoziante della profumeria Vaccari, allora, venne minacciata, palpeggiata e poi rapinata dallo stesso straniero, il quale viveva abusivamente in uno stabile abbandonato in zona Tempio.


L’immigrato era stato arrestato il 27 dicembre 2019. Pochi giorni prima, il 37enne aveva commesso un’altra rapina ai danni del Caddy’s di via Vignolese, dove aveva colpito la commessa e rubato 600 euro di profumi. Nonostante si tratti di un soggetto pericoloso senza alcun dubbio, dopo questi reati il nigeriano in questione è rimasto fuori dal carcere. Il 27 dicembre la Procura aveva chiesto la custodia cautelare al Sant’Anna, ma il procedimento era stato sospeso in fase di udienza preliminare: l’avvocato difensore aveva sollevato un vizio formale, consistente in un difetto di notifica, ottenendo così l’annullamento del provvedimento. Il giudice aveva quindi disposto come misura l’obbligo di dimora nel comune di Modena con l’obbligo di firma.

Invece di rispedirli a casa, li ‘obbligano’ a rimanere.

Per alcune volte, nei mesi successivi, il nigeriano aveva mancato l’appuntamento con la firma in caserma o era arrivato in ritardo: il pubblico ministero aveva chiesto un aggravamento della misura: ma anche in questo caso le porte del carcere erano rimaste chiuse. Accolta dal gip, la misura era stata impugnata dall’avvocato e il 17 giugno di quest’anno il tribunale del riesame di Bologna aveva dato ragione al difensore, ritenendo le violazioni, ossia il mancato obbligo di firma, non essere un precedente specifico. Ora, tuttavia, dopo l’episodio di sabato scorso per il 37enne si sono aperte le porte del carcere.

Ma pensa, all’ennesimo stupro finisce in carcere. Fino a che il suo avvocato inventerà qualcos’altro.

Con un ponte aereo ci siamo andati a prendere 5mila afghani in pochi giorni. Ma non siamo in grado di rimpatriare nessuno. Un Paese allo sbando.




Governo di 💩💩💩💩💩💩💩
Italiani 🐑🐑🐑🐑🐑🐑🐑
Benzina sui necri



Leggere questi articoli fa ribollire il sangue.



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