ORLANDO ISCRIVE 4 ‘CLANDESTINI’ ALL’ANAGRAFE: ARRESTATELO

Leoluca Orlando Cascio ha violato la legge iscrivendo quattro clandestini all'anagrafe, dopo il rifiuto dei suoi funzionari, che sono in rivolta:
Anagrafe di Palermo in rivolta contro Orlando Cascio. I primi documenti di iscrizione anagrafica presentati da richiedenti asilo sono finiti dritti sul tavolo del sindaco. Si tratta di quattro persone, tre uomini del Bangladesh e una donna libica. Per l’Anagrafe sono irricevibili. Il “no” alle quattro pratiche risale al 28 gennaio. Intanto, l’ufficio Anagrafe.
I quattro immigrati iscritti nel registro sono libici e bengalese in possesso di permesso di soggiorno per motivi umanitari o come richiedenti asilo. Si tratta di stranieri dai 26 ai 49 anni. Per legge, non possono chiedere la residenza, perché, ovviamente, sono di fatto clandestini, visto che il permesso ‘umanitario’ è stato abrogato e alla scadenza non potranno rinnovarlo.

Orlando ha firmato “i primi provvedimenti connessi all'applicazione dello Statuto Comunale, della legge nazionale e della Costituzione in materia di esercizio di diritti soggettivi inalienabili legati alla residenza”. “Questo è un provvedimento Amministrativo – dice Orlando – che ha basi giuridiche ed amministrative solide, anche se so già che qualcuno parlerà di provvedimento politico per distogliere dal suo contenuto più profondo: la tutela dei diritti di tutti e di ciascuno, come garanzia delle libertà per tutti e per ciascuno”.
Questo personaggio viola la legge, siamo curiosi di vedere se la procura di Palermo interverrà in merito. E’ obbligata a farlo, visto che c’è notizia di reato.
Orlando Cascio afferma che il sindaco è obbligato dalla legge a “soppesare in modo ponderato gli interessi pubblici e privati emergenti, essendo per altro il rispetto e la garanzia di questi ultimi una parte essenziale della costruzione di condizioni di legalità e sicurezza per la comunità locale”. E ancora: “Firmare questi atti – afferma Orlando – è per un Sindaco che ha giurato fedeltà alla Costituzione ed allo Statuto Comunale un atto praticamente dovuto, perché questi due ‘estremì del nostro Diritto, in sintonia l’uno con l’altra, ci dicono che la tutela dei diritti collettivi va di pari passo con la tutela dei diritti dei singoli perché solo così si garantisce e si costruisce vera sicurezza di tutta la comunità locale”.
E’ tempo di rimuoverlo. Il governo commissari il Comune di Palermo, visto che questo presunto sindaco è stato eletto con meno del 10 per cento dei voti.

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