domenica 2 dicembre 2018

QUALI PROFUGHI: RECORD DI OBESI IN NIGERIA

 






Dimenticate le pubblicità che le ong mandano in televisione a tamburo battente con bambini scheletrici, quello è solo racket. Non solo non fuggono dalla guerra e dalla disperazione, non fuggono nemmeno dalla fame. Tutt'al più fuggono dalla bilancia.
Un ricerca sull'obesità e la nutrizione nel mondo ci dice infatti che ci sono 2.1 miliardi di persone obese o in sovrappeso nel mondo, e i numeri continuano a crescere.
I paesi che dovranno affrontare le sfide più grandi sono ora India, Nigeria e Sudafrica. L’India si posiziona all'ultimo posto della classifica soprattutto a causa del regime alimentare insufficiente della sua popolazione, con altissimi livelli di persone malnutrite, mentre il Sudafrica registra un aumento del consumo di “junk food”. In Nigeria, invece, il problema è che mangiano troppo.

Nei Paesi in via di sviluppo il sovrappeso in bambini e adolescenti è passato rispettivamente dall’8,1% al 12,9% nei ragazzi e dall’8,4% al 13,4% nelle ragazze. I tassi di obesità, infatti, stanno crescendo sempre di più nei Paesi in via di sviluppo, soprattutto tra i più piccoli.
C’è poi il grande tema dello spreco di cibo, che riguarda un terzo dell’intera produzione alimentare, pari a 1,3 miliardi di tonnellate di cibo che vanno a male in azienda, si perdono, diventano immangiabili durante la distribuzione, o vengono gettati via nei negozi alimentari al dettaglio, ristoranti e cucine. I paesi dove si spreca più cibo sono Arabia Saudita (427 kg per persona l’anno), Indonesia (300 kg), Stati Uniti (277 kg) e Emirati Arabi (169 kg).
Quindi un paese come la Nigeria, che è stata in testa nell'esportazione di cosiddetti ‘profughi’ in Italia per anni, ha il 13 per cento di adolescenti obesi. E in effetti si nota che non soffrono la fame quando sbarcano.
Ergo, anche l’idea di “aiutarli a casa loro” è fallace. Perché non hanno bisogno di essere aiutati, almeno nei Paesi da cui provengono quelli che salgono sui barconi: hanno bisogno di preservativi e di mettersi a dieta.


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