LE RISORSE DEL CENTRO SINISTRA. QUESTI SECONDO IL CENTRO SINISTRA DOMANI CI PAGANO LE PENSIONI, MA PARE CHE NOI A QUESTI DOBBIAMO PAGARGLI IL FUNERALE... CHI DIFENDE QUESTE RISORSE E' UNA RISORSA COME QUESTI.


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IL 4 MAGGIO A CUNEO FESTA DEGLI ZOMBI. TRA DROGATI E ALCOLIZZATI A CUNEO SARA' UNA GRANDE FESTA REGGIMI CHE VOGLIO RISCUOTERE. NEL LINK ALLEGATO SI VEDE DETTI SOGGETTI .


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"Che figata il mare in Sardegna, ma i referendum...". L'incredibile post della Salis

L'appello al voto dell’europarlamentare di Avs dalle splendide spiagge sarde è un clamoroso autogol











Una riscossa popolare dalle spiagge della Sardegna. Possiamo riassumere così l'incredibile appello al voto di Ilaria Salis comparso poche ore fa sui suoi profili social. Schierata da Avs per promuovere i referendum dell'8 e 9 giugno, l'europarlamentare lombarda ha deciso di pubblicare una sua foto in costume nel mare di Cala Sinzias, nelle acque cristalline del Sarrabus. Ma la reazione del popolo del web non è stata esattamente quella che l'ex maestra lombarda si aspettava.

Andiamo per gradi. La Salis oggi ha fatto tappa nella sua Sardegna - il padre è nato nell'isola - prima per visitare il Cpr di Macomer (definito "una prigione etnica") e poi per promuovere il suo libro "Vipera" a Cagliari. La politica si è dunque concessa qualche ora di svago al mare: lecito, assolutamente lecito. Ma sponsorizzare i referendum con una immagine vacanziera non è stata una scelta felicissima. Anzi.

"Che figata andare al mare, soprattutto nelle splendide spiagge libere della Sardegna" l'esordio della Salis accanto alla sua foto in costume: "Ma mi raccomando: tra una settimana, l’8 e il 9 giugno, tutte e tutti a votare al referendum. È un appuntamento importante: contro il precariato, per la cittadinanza, per dare un segnale di riscossa popolare". Contro il precariato dalle acque cristalline, che meraviglia. Ed ecco lo slogan finale: "Prima il voto, poi al mare, o in montagna, o dove preferite. Dai che se vinciamo, ce la godiamo ancora di più".

Non sono mancati gli attacchi personali - assolutamente da condannare - ma c'è anche chi ha ironizzato sulle spiagge libere, ricordando le battaglie della Salis per le occupazioni: "Ecco visto che sono libere non le occupare". Gioco, partita, incontro.


ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE SI METTONO D'ACCORDO PER DARE SOLIDARIETA' SULLE MINACCE RICEVUTE ALLA FIGLIA DELLA PREMIER MELONI, POI INSULTANO LA PREMIER MELONI SUL TEMA DEL REFERENDUM. CAPITO? QUESTA E' UNA CONDOTTA INFANTILE DA PARTE DELLA SCHLEIN E DI CONTE. POTEVANO ASPETTARE DOMANI AD INSULTARLA, MA HANNO PREFERITO PROPRIO IL GIORNO IN CUI LA PREMIER HA RICEVUTO LE MINACCE DI MORTE A SUA FIGLIA. DA PARTE DI ALLENZA VERDI E SINISTRA NULLA


https://www.ilgiornale.it/news/interni/minacce-morte-figlia-meloni-silenzio-schlein-e-conte-2487853.html

 


















Sentite che casino sta facendo il centro sinistra sempre che i giornalisti di sinistra raccontano la realtà delle cose. Cecilia Strada e Rachele Scarpa denunciano le condizioni dei criminali Islamici trattenuti in Albania, criminali Islamici che hanno tutti una serie di reati importanti. Tutto questo per liberare detti criminali e Boicottare il governo Meloni. La Denuncia la fanno alla Corte UE, la quale da ragione al governo Meloni. Avendo perso, il centro sinistra si rivolge alla Cassazione italiana, e il governo si costituisce parte civile e la Cassazione italiana conferma quanto la corte UE ha detto, ovvero da ragione al governo Meloni. È finita qui? No!. Il centro sinistra ritorna nel centro in Albania per verificare il centro di Gjader, e anche qui Cecina Strada e Rachele Scarpa e compagni falsificano la realtà dei fatti per far fallire il centro in Albania. E fanno un esposto alla Cassazione italiana la quale ribalta quanto prima aveva detto, ossia il governo Meloni a torto dopo che la stessa Cassazione ha detto che ha ragione, e cosi la cassazione rinvia alla Corte UE la quale si è già espressa positivamente a favore del governo Meloni. I migranti restano in Albania e verranno a breve rimandati a casa tutti in un solo rimpatrio, noi italiani dobbiamo pagare milioni di euro per le ripicche del centro sinistra che cercano di boicottano il governo Meloni, oltre al tempo perso. Sapete quanti soldi ci fanno spendere i sinistrati e i piddini per cercare di fare fallire il governo Meloni sul centro in Albania? Non lo sapete? 30 mila euro per volta ci costa il boicottaggio del centro sinistra, sommando i boicottaggi per far fallire il governo Meloni sul centro in Albania, oggi abbiamo superato i 400 mila euro solo per far fallire il governo Meloni sul centro in Albania. Se il centro sinistra continua così, alla fine abbiamo speso più del costo di detto centro. https://www.editorialedomani.it/fatti/centri-albania-cassazione-ribalta-sua-decisione-rinvia-corte-giustizia-ue-gtltcj7b