martedì 29 ottobre 2024

l'Italia è una fogna a celo aperto grazie alle teste di cazzo che ci hanno portato in UE. Usciamo Dalla UE sennò saremo morti tutti!.

l'Italia è una fogna a celo aperto grazie alle teste di cazzo che ci hanno portato in UE. Usciamo Dalla UE sennò saremo morti tutti!.

VERDI IN EUROPA, ANCORA UNA VOLTA BONELLI TORNA A STRIZZARE I TESTICOLI ALLA DESTRA, ALMENO QUI CI PROVA, MA RICEVE NO DAL PARLAMENTO EUROPEO. E COSI TORNA A CASA COME UN CANE BASTONATO. 

BONELLI: MENTRE I ROMAGNOLI CHIEDONO DI RINFORZARE GLI ARGINI DEI FIUMI E DEI TORRENTI E FARE LE VASCHE DI LAMINAZIONE PER METTERE IN SICUREZZA IL PAESE. BONELLI DICE CHE LA PRIORITA' SONO LE MACCHINE ELETTRICHE. IMMAGINATE UN FIUME CHE ESCE FUORI DALL'ARGINE, E LE AUTO ELETTRICHE ALLAGATE DALL'ACQUA.

SECONDO VOI, NON CI SONO SCARICHE ELETTRICHE DA UCCIDERE LE PERSONE TRA L'ACQUA E LE AUTO ELETTRICHE? 

LA TERRORISTA ILARIA SALIS DEVE ESSERE GIUDICATA DAL TRIBUNALE PER I REATI COMMESSI, E QUINDI GLI REVOCATO L'IMMUNITA' PARLAMENTARE FINO A SENTENZA FINITA COME TUTTI I CITTADINI, PER QUESTO L'UNGHERIA HA CHIESTO LA REVOCA DELL'IMMUNITA' PER ILARIA SALIS. MA GLI ANTI-SEMITI DELLA SINISTRA NEOFASCISTI/BRIGATISTI PARANO IL BUCO DEL CULO ALLA SALIS. 

I SINISTRATI E I PIDDINI DAPPRIMA DISTRUGGONO, POI TI PIGLIANO PER IL CULO...SONO I  BASTARDI DEL FUTURO CHE VANNO TOLTI QUANTO PRIMA DAL BUCO DEL CULO, COME QUESTO  TIZIO DI QUESTO GIORNALE QUI SOTTO:


 

1 giorno fa — Dunque: i migranti vengono soccorsi in mare e presi a bordo da Guardia Costiera o Marina militare. Vengono trasferiti nel centro istituito in ...



CHIUNQUE HA APERTO QUESTO SITO SOPRA CON IL NOME HUFFPOST ITALIA, CHE SEMBRA UN CORRIERE DAL NOME, MA 

SOLO QUANDO NON METTEREMO IN RIGA I GIORNALISTI DI SINISTRA, I MAGISTRATI DI SINISTRA, GLI ISLAMICI, I CESSI SOCIALI A CELO APERTO, L'ITALIA ESSERE CHIAMATA COME TALE MA IL TERZO MONDO.














LA SOVRANITA' APPARTIENE AL POPOLO, E NONALLA UE, OPPURE AI MAGISTATI, TANTO PENO APPARTIENE AI NAZISTI ANTISEMITI DELLA SINISTRA. CAPITO CARI SOGGETTI??? SE AVETE CORAGGIO PERCHE' NON DITE CHE CHE DEI MIGRANTI NON VI IMPORTA UN CAZZO, MA L'UNICO INTERESSE PALESE SONO I SOLDI RICAVATI CON LIMMAGRAZIONE ILLEGALE? MAGI STUDIA INVECE DI SPARARE MINCHIATE.


La Convenzione di Ginevra non dice che i respingimenti sono illegali. Il testo del 1951, agitato come feticcio dai movimenti immigrazionisti, tutela esplicitamente i rifugiati reali. Ma non vieta a uno Stato di fermare le ondate di presunti richiedenti asilo (in assenza di reali presupposti).




NEL 1951 VIENE STILATA E FIRMATA LA CONVEZIONE DI GINEVRA CHE MOLTE PERSONE, IN PARTICOLARI QUELLE DI SINISTRA NON VOGLIONO RICORDARE O FINGONO DI RICORDARE, O MEGLIOANCORA PRENDONO SOLO GLI ART. CHE GLI INTERESSANO COME FANNO CON LA COSTITUZIONE ECC...POI DETTI ARTICOLI LI' DICONO PER STRADA COSI DOPO LE PECORE PER DI PIU' RAGAZZI RIPETONO PARI PARI QUANTO I LORO CAPI HANNO DETTO. ORA, NON SCENDIAMO SUGLI AFRICANI, PERCHE' LORO SE GLI DICI AD ESEMPIO: CHE IL GATTO VIENE DA MARTE GLI AFRICANI CI CREDONO, OVVERO, I MIGRANTI SONO COSI ALL'AVANGUARDIA CHE NON CONOSCONO LA LAVATRICE..



La Convenzione di Ginevra non dice che i respingimenti sono illegali. Il testo del 1951, agitato come feticcio dai movimenti immigrazionisti, tutela esplicitamente i rifugiati reali. Ma non vieta a uno Stato di fermare le ondate di presunti richiedenti asilo (in assenza di reali presupposti).


ECCOLA QUI UN'ALTRA GIUDICE CHE BLOCCA I RIMPATRI E FA ARRIVARE MILIONI DI CRIMINALI IN ITALIA. PAGATA DAGLI ITLIANI, MA LAVORA PER IL CENTRO SINISTRA. STRANAMENTE I GIUDICI CORROTTI SONO TUTTI AL SUD.


ANCHE QUESTO GIUDICE ARBITRARIAMENTE SOTTO L'INSISTENZA STRESSANTE DEL CENTRO SINISTRA E DEI 5 MERDE SCIOLTE, COME MAGI, BONELLI ( CHE STA SEMPRE A QUERELARE QULCUNO, QUESTO FINO A QUNDO QUALCUNO NON LO GONFIA DI BOTTE ), FRATOIANI, CONTE E I LORO COMPAGNI DI MERENDA PACCIANI.. HA DECISO SECONDO LUI CHE NON ESISTONO NEL MODO PIU' ASSOLUTO PAESI SICURI AL MONDO. SE FOSSE COSI BISOGNA FAR RIENTRARE TUTTI GLI ITALIANI ALL'ESTERO, CHIUDERE I RAPPORTI CON I PAESI NON SICURI, NON FAR PARTIRE NESSUNO DALL'ITALIA, NEANCHE PER LA VACANZE. QUINDI SEMPRE SECONDO QUESTO GIUDICE DEL PD PAGATO CON I SOLDI NOSTRI MA LAVORA PER IL PD I TERRORISTI POSSONO ENTRARE E CITTADINI PER BENE CHE VANNO AD ESEMPIO IN VIAGGIO DI NOZZE IN EGITTO NO PERCHE' NON E' UN PAESE SICURO. BENE,, ALLORA QUESTA SIGNORA ANTI-SEMITA DA OGGI PAGA I CLANDESTINI CON IL PROPRIO STIPENDIO, PERCHE' NOI DI PAGARE GLI AFRICANINI DEL CENTRO SINISTRA CI SIAMO ROTTI I COGLIONI.



Sette sentenze fotocopia in breve tempo: ecco com'è stato possibile

Il protocollo che regola il funzionamento della sezione immigrazione assegna i fascicoli alle toghe che hanno più anzianità

 


Sette sentenze, tutte diverse nella forma, nella lunghezza, nei ragionamenti, ma identiche nelle conclusioni. I provvedimenti con cui il tribunale di Roma nei giorni scorsi ha annullato, uno dopo l'altro, tutti i decreti di trattenimento disposti dal questore di Roma nei confronti dei migranti collocati nel centro di Gjader, in Albania, sono finiti sotto la lente di ingrandimento sia del governo, che intende impugnarli tutti, sia degli studiosi di diritto umanitario internazionale. Le argomentazioni, nella maggior parte dei casi, non sono campate in aria. Ma a colpire è stata la unanimità con cui sette magistrati diversi siano arrivati, ognuno per suo conto, alle stesse conclusioni: in una materia complessa e controversa come il bilanciamento tra norme nazionali e giustizia europea.

Come sono stati scelti i giudici che dovevano prendere le decisioni? La domanda si è posta da subito, appena si è saputo che uno dei provvedimenti porta la firma di Silvia Albano, presidente nazionale di Magistratura Democratica, e in questa veste da tempo avversatrice delle politiche in tema di immigrazione del governo di centrodestra. Quella della Albano era dunque una sentenza annunciata. Ma le altre?

Una delle sentenze è firmata dal presidente della sezione, Luciana Sangiovanni, che ha anche diramato un comunicato per rendere nota la «linea» della sezione. Ma nella sezione lavorano altri quindici giudici, ognuno dei quali può decidere di testa sua. Invece i fascicoli sono arrivati solo sul tavolo di magistrati che hanno deciso tutti allo stesso modo.

Come funziona, la scelta? «Semplicemente - spiega il giudice Giuseppe Molfese, da anni in servizio alla sezione immigrazione - è stato seguito un protocollo prefissato, che indicava come criterio l'anzianità di servizio, ovvero la data di ingresso in magistratura. Ad ognuno dei sei magistrati più anziani sono stati assegnati due fascicoli. I prossimi verranno assegnati ai colleghi più giovani».

Di fatto, prima ancora che la nave Libra della Marina Militare salpasse in direzione Albania con il suo carico di profughi, a Roma si sapeva già chi erano i magistrati che si sarebbero occupati di valutare la legittimità del provvedimento. Probabilmente non sarebbe cambiato molto, se ad occuparsene fossero stati altri giudici: negli ambienti della sezione si spiega che l'orientamento che ritene illegittima la procedura seguita in un centro fuori dai confini nazionali è considerato praticamente pacifico. Ma solo perché si è trattato di valutare la situazione di urgenza, e non il diritto dei singoli migranti a provvedimenti di accoglienza.


Di questo ci si dovrà occupare in un secondo momento, non più da parte di un singolo magistrato ma da un collegio di tre toghe, ed è possibile che la compattezza venga meno: sia per differenze di valutazioni dei magistrati, sia per la diversità di situazione dei singoli profughi.







DOPO IL RIENTRO IN ITALIA DEI 12 CLANDESTINI ( ITALIA E ALBANIA ), COME SEI 12 FOSSERO CITTADINI ITALIANI DA ANNI, I FIGLI DI TROIA SCRIVONO COSI: " IL CENTRO DI RIMPATRIO IN ALBANIA CALPESTA I DIRITTI DEI POLIZIOTTI, PERCHE' LE CAMERE DOVE DORMONO GLI AGENTI NON SONO ALLA ALTEZZA DI ALBERGHI CON LA SUITE.


CARI PEZZI DI MERDA DI SINISTRA.... E' ARRIVATA L'ORA CHE ANCHE VOI PAGATE LA VILLEGGIATURA AI " VOSTRI ANIMALI CLANDESTINI, PERCHE' LA GRAN PARTE DEGLI ITALIANI HA GIA' DATO E SI E' ANCHE ROTTA LA MINCHIA DI PAGARE QUESTI ANIMALI.

IL GOVERNO MELONI DEVE FARE QUESTO OGGI:

TOGLIERE SUBITO LE SCORTE AI PRO-CLANDESTINI, PERCHE' GLI AGENTI SERVONO IN STRADA, E NON DOBBIAMO PAGARE GLI TRAORDINARI AGLI AGENTI MA RIDURRE I CLANDESTINI A FINE DI EVITARE CHE GLI ITALIANI SI INCAZZINO E COMINCIANO A STERMINARE GLI ISLAMICI COME CANI E I LORO AMICI SINISTROIDI E PIDDINI PRO-HAMAS ANTI-SEMITI, PERCHE' TANTO ANCHE QUELLI DEL POTERE AL POPOLO SONO SCHEDATI COME ERANO GLI EBREI NEGLI ANNI 40. 

CON IL VIA LIBERA DEI GIUDICI DI SINISTRA, NON SOLO NON SI RIMPATRIA PIU' NESSUNO, MA ANCHE LA META' DEI CITTADINI DEI PAESI INSICURI VERREBEBRO IN ITALIA, QUINDI SE I PAESI INSICURI SONO 12, SBARCHEREBBERO IN ITALIA QUALCHE MILIARDO DI CLANDESTINI, QUESTO VUOL'DIRE STOP ALLE PENSIONI, STOP ALLA SANITA' PUBBLICA, STOP ALLE SCUOLE, ECC...., OLTRE ALLA DISTRIBUZIONE DEI CLANDESTINI NEI COMUNI CHE DISTRUGGEREBBE TUTTO. IMMAGINATE UN COMUNE CHE HA 20232 ABITNTI SI TROVA IN STRADA 8 MILA CANDESTINI COME MINIMO. 







 















DOPO IL CENTRO SINISTRA E' TORNATO D USARE I MAGISTRATO PER BLOCCARE ANCHE L'ACCORDO ITALIA-ALBANIA, QUESTO GIORNALE MENDACIO SCRIVE COSI:


Così il modello albanese ha fatto naufragio: fallimento a tempo di record

Corto circuito di procedure, forzature disperate delle norme. Il risultato è che i richiedenti asilo salvati e portati in Albania arriveranno oggi in Italia, dove avrebbero dovuto essere portati fin dall’inizio

Esteri - di Gianfranco Schiavone

19 Ottobre 2024 alle 21:00












Nel centro di Gjader nei giorni 17 e 18 ottobre 2024 si è consumata una concitata successione di fatti nei confronti di coloro che vi sono stati portati coattivamente dopo il loro salvataggio in mare. Nella prima giornata tutti i richiedenti hanno formalizzato la domanda di asilo e sono stati destinatari di un provvedimento di trattenimento nell’ambito dell’applicazione della procedura accelerata di frontiera.

Le motivazioni prevalenti che l’Amministrazione ha posto a base della decisione di trattenimento sono plurime; innanzitutto il fatto di provenire da paesi di origine sicuri (essendo il Bangladesh e l’Egitto inseriti nella lista dei paesi di origine sicuri del Ministero degli Esteri) ma anche ritenendo che i richiedenti “non abbiano fornito, neanche in copia, documenti di identità” né abbiano fornito idonee garanzie finanziarie. Si tratta di motivazioni non conformi al diritto dell’Unione che esclude la possibilità che una persona possa essere trattenuta per il solo fatto di non disporre di documenti di identità, fatto che riguarda per evidenti ragioni legate alle condizioni della fuga e del viaggio, la quasi totalità dei rifugiati. Al contrario, il diritto dell’Unione prevede che è possibile applicare la procedura accelerata solo se “è probabile che, in mala fede, il richiedente abbia distrutto o comunque fatto sparire un documento d’identità o di viaggio che avrebbe permesso di accertarne l’identità o la cittadinanza”. (Direttiva 2013732/UE art. 31 paragrafo 8 lettera d). Non occorre spiegare oltre per comprendere la differenza.

Subito dopo il loro arrivo, nello stesso giorno, l’apposita sezione della commissione territoriale di Roma con somma solerzia ha effettuato le audizioni dei richiedenti, terminandole nella stessa giornata. Tutte le domande sono state rigettate. Forse, con un pizzico di malizia (o forse no) qualche osservatore potrebbe aggiungere: come previsto. Di una cosa comunque siamo certi: si è trattato del più veloce procedimento di audizione che ci sia mai stato ed è doveroso interrogarsi se fosse necessaria una simile straordinaria solerzia verso persone nei cui confronti si erano appena concluse le operazioni di soccorso in mare; operazioni che si erano concluse molto male considerato che lo screening sulla nave militare, effettuato senza alcuna base giuridica bensì solo sulla base di una mera prassi non regolamentata da nulla, non aveva indicato dell’esistenza tra i salvati di due minorenni che sono stati successivamente portati in Italia dopo il secondo screening effettuato nell’hotspot di Shengijn.

Chi scrive ha da tempo molti e crescenti dubbi sulla conformità dell’organo italiano di valutazione delle domande di asilo ai principi e ai criteri previsti dal diritto europeo sotto il profilo della necessità di garantire che le domande “siano esaminate e le decisioni prese in modo individuale, obiettivo ed imparziale” (Direttiva 2023/32/UE art. 10 paragrafo 2 lettera a) e che l’organo di valutazione abbia un adeguato profilo di autonomia rispetto a pervasive influenze politiche. Molti elementi sostengono i miei dubbi, ma consegno queste riflessioni a un successivo momento.

Nel centro albanese si verifica una sorta di corsa contro il tempo in quanto, nelle stesse ore, ai richiedenti denegati viene subito notificato, insieme al provvedimento di rigetto, e congiuntamente alla stessa, la decisione di trattenimento nella parte adattata ad asserito CPR del centro di Gjader in quanto è stata applicata la nuovissima disposizione, contenuta nel decreto legge n. 145 dell’11 ottobre 2024 in base al quale coloro che “ rintracciati, anche a seguito di operazioni di ricerca o soccorso in mare, nel corso delle attività di sorveglianza delle frontiere esterne dell’Unione europea” sono condotti nei centri alle frontiere e che “qualora la procedura si svolga direttamente alla frontiera o nelle zone di transito, ai sensi dell’articolo 28-bis, comma 2-bis, la decisione reca l’attestazione dell’obbligo di rimpatrio e produce gli effetti del provvedimento di respingimento di cui all’art. 10 co.2 del TU immigrazione” ovvero il cosiddetto “respingimento differito alla frontiera”. In sintesi il richiedente asilo rinchiuso nell’hotspot in Albania, dopo il diniego verrebbe immediatamente spostato nell’ala della stessa struttura destinata ad attuare un più stringente trattenimento finalizzato all’esecuzione del respingimento alla frontiera, applicando la cosiddetta finzione giuridica di non ingresso e ritenendo (con assai dubbi motivi) che il diritto dell’Unione Europea in materia di rimpatri possa applicarsi anche al di fuori del territorio europeo e che il centro di Gjader sia una sorta di “frontiera” dell’Italia.

Nella giornata successiva, il 18 ottobre, i giudici della sezione specializzata del Tribunale di Roma hanno proceduto alla valutazione della legittimità dei provvedimenti di trattenimento nell’hotspot di Gjader e li hanno rigettati tutti evidenziando che “in ragione dei principî affermati dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea, il Paese di origine del trattenuto (nel caso specifico il Bangladesh) non può essere riconosciuto come Paese sicuro” in quanto non lo è affatto per moltissime categorie quali “ appartenenti alla comunità LGBTQ+, vittime di violenza di genere incluse le mutilazioni genitali femminili, minoranze etniche e religiose, accusati di crimini politici, condannati a morte, sfollati climatici”. Il Tribunale ricorda che sussiste “ il dovere del giudice di rilevare, anche d’ufficio, l’eventuale violazione, nel caso sottoposto al suo giudizio, delle condizioni sostanziali della qualificazione di Paese sicuro enunciate nell’allegato I della direttiva 2013/32” ovvero la direttiva sulle procedure. Si giunge dunque al punto cruciale della decisione ovvero che “non sussiste, dunque, nel caso in esame il presupposto di applicazione della procedura accelerata in frontiera di cui all’art. 28-bis, comma 2, lett. b-bis), del D.LGS. N° 25/2008”. In modo cristallino il Tribunale di Roma, sezione specializzata in materia di asilo, conclude che “l’assenza del presupposto di applicabilità della suddetta procedura impedisce un legittimo trattenimento non soltanto al solo scopo di accertare il diritto ad entrare nel territorio dello Stato, ma anche con riferimento a qualunque altra motivazione addotta nel provvedimento di trattenimento”.

La domanda di asilo, dunque, non avrebbe dovuto essere esaminata in regime di procedura accelerata di frontiera, non esistendone i presupposti, e quindi vi è “assenza di un titolo di permanenza del richiedente protezione nelle strutture di cui all’art. 4, comma 1, del Protocollo e all’art. 3, comma 4, della Legge di ratifica”. Lo stesso Protocollo Italia-Albania d’altronde prevede che «nel caso in cui venga meno, per qualsiasi causa, il titolo della permanenza nelle strutture, la Parte italiana trasferisce immediatamente i migranti fuori dal territorio albanese» (art. 4, comma 3). Per tali ragioni il Governo italiano è stato costretto a portare in Italia coloro che, maldestramente e a salato carico spese del contribuente, aveva spedito in Albania con il chiaro intento, come scrissi su queste pagine (vedi l’edizione dell’Unità del 12 settembre) di sterilizzare le garanzie procedurali nell’esame della domanda di asilo.

I richiedenti asilo che dunque arriveranno dove avrebbero dovuti essere portati fin dall’inizio dell’operazione di soccorso, ovvero sul territorio nazionale, potranno, se lo vorranno, impugnare la decisione lampo di rigetto fatta dalla Commissione territoriale per l’asilo di Roma. Anche questo passaggio sarà una scalata per queste persone, giacché la norma prevede un termine brevissimo di quattordici giorni per il ricorso: un termine irragionevolmente breve, che il già citato DL 145/24, al termine della sua conversione in legge, porterà a sette giorni; un termine che solleva profondi interrogativi sulla conformità all’ordinamento costituzionale, e all’art. 24 Cost. in particolare, di una tale enorme compressione del diritto di difesa. Ma almeno chi farà ricorso lo potrà fare in una condizione di libertà e non internato in un centro di uno sperduto angolo dell’Albania.

Il Governo italiano ha annunciato che presenterà ricorso contro la decisione ed è suo diritto farlo. Forse però ha un po’ meno diritto a continuare a forzare disperatamente l’ordinamento giuridico vigente, creare cortocircuiti procedurali, ed utilizzare per scopi propagandistici un’immensa quantità di risorse economiche sottratte alla corretta gestione della cosa pubblica. Il ministro Piantedosi, celebre per molte sue esternazioni, ha pubblicamente affermato che “quello che l’Italia sta realizzando in Albania, e non solo, diventerà diritto europeo”. Ho dubbi che il ministro abbia studiato bene il diritto dell’Unione europea e la riforma legata al patto UE sull’asilo: per quanto giudichi pessima la riforma, essa non prevede nulla di ciò che il ministro sostiene.


 

L'Europa regno del caos: i ricorsi bloccano i rimpatri

Rispedito nel Paese d'origine solo un espulso su 4. E Bruxelles pensa a nuovi accordi con Paesi terzi

 

POLIZIA DI STATO: STRANIERO PERICOLOSO ESPULSO E RIMANDATO AL PAESE D’ORIGINE


































Nell’ambito dell’attività finalizzata all’espulsione ed al conseguente allontanamento dal territorio nazionale di stranieri irregolari pericolosi, in ossequio alle direttive ministeriali relative agli scambi informativi con gli Istituti di pena finalizzati al rimpatrio di soggetti che abbiano terminato di scontare misure restrittive della libertà personale, gli uomini della Questura di Mantova hanno eseguito il  rimpatrio di un trentaduenne cittadino extracomunitario che nell’anno 2022 si era reso responsabile di un grave episodio delittuoso .

Il giovane straniero, arrivato clandestinamente in Italia sette anni fa, nella giornata di ieri 15 Ottobre è stato raggiunto da decreto di espulsione del Prefetto e dal conseguente provvedimento di accompagnamento alla frontiera del Questore, cui i poliziotti della Questura di Mantova hanno dato esecuzione prelevando lo straniero dalla struttura dove era ristretto e conducendolo all’aeroporto di Milano Malpensa, dove è stato imbarcato su volo diretto al Paese d’origine.




https://questure.poliziadistato.it/it/Mantova/articolo/1022670fb275e0997960714026





Salvini: “Con tutto il rispetto non ci mancherà”

Sulla vicenda è voluto intervenire il vicepremier Matteo Salvini: "Con tutto il rispetto, non ci mancherà – ha detto riferendosi al giovane straniero ucciso – Grazie ai poliziotti per aver fatto il loro dovere”. Ieri, intervistato dal Tg1 il ministro dei Trasporti aveva commentato così la sentenza del Tribunale di Roma sui migranti in Albania. "Se uno di loro domani commettesse un reato, uno stupro, paga il magistrato che lo ha riportato in Italia?". 











































ALTRO ISLAMICO TERRORISTA DEL CENTRO SINISTRA E DEI GIUDICI DI SINISTRA AGGREDISCE I POLIZIOTTI CON UN COLTELLO E VIENE UCCISO DA POLIZIOTTO. UN'ALTRA RISORSA DEL CAZZO E' STATA FATTA FUORI. LA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI NON LI' VUOLE PIU' GLI ISLAMICI CLANDESTINI, IL CENTRO SINISTRA STA PORTANDO IL NOSTRO PAESE ALLA GUERRA CIVILE. O IL NOSTRO PAESE TORNA AD ESSERE UN PAESE LIBERO DI GARANTIRE LA SICUREZZA O BISOGNA USCIRE DALLA UE:



Verona: aggredisce poliziotto con un coltello, l’agente spara e lo uccide. Salvini: “Non ci mancherà”

È accaduto davanti alla stazione ferroviaria di Porta Nuova. La vittima è un giovane del Mali, esclusa la matrice terroristica. La procura scaligera ha aperto un’inchiesta























Verona, 20 ottobre 2024 – Si è scagliato con un coltello contro un agente della Polfer che ha aperto il fuoco uccidendolo. E’ successo questa mattina davanti alla stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova. La vittima è un 26enne del Mali che nelle ore precedenti aveva già dato in escandescenza, aggredendo anche agenti della municipale. 

Questa la ricostruzione delle autorità. In un primo momento il giovane straniero se l’è presa con due agenti della Polizia locale intervenuti per i rilievi di un incidente automobilistico. In seguito si è diretto verso la stazione ferroviaria dove, in preda a uno stato di alterazione (probabilmente dovuto all'assunzione di sostanza alcoliche o stupefacenti) ha preso a calci la biglietteria danneggiandola. Poi ha fatto lo stesso con alcune auto parcheggiate e anche con la vetrina di una tabacchiera.


Due ore più tardi, verso le 7 di questa mattina, l'uomo è tornato davanti alla stazione. Qui si è scagliato contro un agente della Polizia ferroviaria che, aggredito da posizione ravvicinata, ha esploso tre colpi in rapida successione, uno dei quali ha colpito al petto lo straniero.

La dinamica dei fatti sarà accertata da un’inchiesta della Procura di Verona, che potrà avvalersi anche delle immagini registrate dalle numerose telecamere presenti nella zona.






https://www.ilrestodelcarlino.it/verona/cronaca/aggredisce-poliziotti-ucciso-ubkgz3td